Il Sito di gobbo1981
gobbo1981@hotmail.com
Introduzione Flash
Home
Immagini
Video e Stream
Negozio Ebay
Link preferiti
il canale di gobbo1981
Tutto TARANTO
Giochi
Notizie e Rassegna Stampa
GobbAdvisor
IMMAGINEFOTOSTUDIO DI SCIALPI ROSA
THE HUNCHBACK BEER
Taranto calcio story
Città di Taranto
Tutto TARANTO
Taranto calcio story
E' nei primissimi anni del 1900 (precisamente nel 1904), sull'esempio inglese e grazie all'entusiasmo provocato dalla fondazione delle prime squadre italiane (Pro Vercelli nel 1892 e Genoa nel 1893), che Taranto e i tarantini iniziano ad avvicinarsi al gioco del calcio.

La prima squadra tarantina dedita a quello sport è la Mario Rapisardi, una congrega di studenti dell'omonimo circolo tarantino, che inizia a giocare al calcio come alternativa alla sua natura prettamente podistica.

U.S. Pro Italia TarantoSempre nel 1904 Luigi Ascanelli fonda l'U.S. Pro Italia che, sempre in quell'anno, si fonde con la Rapisardi formando la Taras. L'esperimento non va a buon fine per vari motivi, tra cui la convinzione di Ascanelli dell'impossibilità, per la città, di sostenere la convinvenza di due squadre di calcio, quindi il passo indietro è obbligato: sciolta la Taras, viene ricomposta la Pro Italia.

Audace Taranto Foot Ball ClubNel 1911, dall'idea di Giovanni Sardella, nasce l'Audace Foot Ball Club. I fondatori sono tutti studenti tarantini: Giuseppe Schinaia, Manlio Voglino, Giuseppe Scotti e lo stesso Sardella. La nuova squadra si pone come antagonista alla più conosciuta Pro Italia, l'intento è quello di "rubarle" blasone e qualche tifoso.

Nel 1919 viene fondato il "Comitato Regionale Pugliese", aderente alla F.I.G.C.

Enotria Foot Ball ClubGli anni '20 costellano il panorama calcistico tarantino di numerose squadre di calcio. Nel 1917 (con un dubbio 1919) nasce l'Enotria Foot Ball Club mentre nel 1920 sorge la Veloce Foot Ball Club. Entrambe sono però destinate a breve vita, con la partecipazione ai soli campionati di 1a e 2a divisione pugliese: quelli del 1921/22, 1922/23 e 1923/24 per la prima e del 1921/22 e 1922/23 per la seconda.

Degne di menzione sono altre società calcistiche di quei tempi, che già svolgevano la loro attività nel territorio jonico: sono il Foot Ball Club Garibaldino, la Libertas e l'U.S. Nettuno.

Associazione Sportiva TarantoNell'estate del 1924, l'Enotria, la Veloce e il Garibaldino si fondono in un'unica società che prende il nome di U.S. Tarantina: la neonata società parteciperà solo alla stagione calcistica successiva, nella 1a divisione pugliese del 1924/25.
L'11 luglio 1927, dalla fusione tra Pro Italia e Audace, nasce l'A.S. Taranto. Presidente è Antonio Colucci prima (rapida parentesi) e Pietro Resta poi. Nell'estate del 1928 l'A.S. Taranto assorbe l'U.S. Nettuno.

Il Taranto della prima storica promozione in "Serie B"Campionato di 1a Divisione 1934/35: prima storica promozione in "serie B" per l'A.S. Taranto, presidente è Pietro Resta. Alla "serie B" si accede direttamente dalla 1a Divisione. Il 20 settembre 1935 viene a mancare proprio Pietro Resta: il Taranto così si appresta a iniziare il primo campionato cadetto della sua storia senza il valido dirigente che l'aveva condotto a quello storico traguardo. Proprio all'inizio della stagione 1935/36 viene introdotta la "serie C".

Al campionato di "serie C" del 1936/37, insieme all'A.S. Taranto, partecipa anche la Franco Tosi, è la squadra aziendale dei "Cantieri Tosi" di Taranto: concluderà con la retrocessione.

In memoria del grande presidente dell'A.S. Taranto, nel 1939 viene fondata la S.S. Pietro Resta che partecipa al campionato di "serie C" del 1942/43, proprio con l'A.S. Taranto. Un buon sesto posto con 23 punti.

Unione Sportiva TarantoIl 17 settembre 1940 sono l'A.S. Taranto e l'U.S. Pro Italia a fondersi formando così l'Unione Sportiva Taranto.




Nel settembre del 1943 viene firmato l'armistizio e l'Italia dichiara guerra ai suoi vecchi alleati, ogni attività calcistica viene sospesa.

Unione Sportiva Arsenale TarantoDopo la seconda guerra mondiale nasce, nel 1944 (dai resti della Pietro Resta), l'U.S. Arsenale Taranto: la squadra è composta per lo più da militari della Marina Militare Italiana, che in Taranto ha avuto da sempre uno dei suoi principali punti di riferimento. Si ricompongono S.S. Pro Italia e Audace F.C. 1911. L'U.S. Taranto cessa l'attività e i suoi calciatori si dividono andando a infoltire le rose delle nuove società: tutte e tre partecipano al campionato di "serie C" del 1945/46 che si concluderà con la promozione in "serie B" per l'Arsenale Taranto.

Associazione Sportiva TarantoNel maggio del 1946 si fondono per la seconda volta Pro Italia e Audace. La città allora non poteva permettersi il lusso di avere tre squadre di calcio e i problemi economici non potevano essere ignorati. La nuova società si chiama nuovamente A.S. Taranto. L'Arsenale, grazie al sostegno economico dei vertici militari, riesce a mantenersi in vita. Qualcuno propone la fusione tra le due squadre, ma sono forti le discordanze legate soprattutto alla denominazione della nuova società, i vertici cittadini vorrebbero conservare il nome di Taranto, quelli militari non sono d'accordo. Alla fine, con la riforma dei campionati ("serie B" a due gironi e "serie A" a girone unico) e con l'ammissione di entrambre le squadre alla "serie B" da parte della Lega Centro-Sud, tutto sfuma.

Unione Sportiva ArsenaltarantoAlla fine del campionato 1946/47 l'A.S. Taranto retrocede in "serie C". E' stato il primo campionato di "serie B" del dopoguerra e il paese, con non pochi sforzi, sta tentanto una lenta ripresa economica. I giornali escono in formato "due pagine", proprio in quell'estate, in città si inizia a stampare il "Corriere del Giorno" e proprio questo giornale si fa promotore per l'iniziativa di fusione tra Arsenale e Taranto. Dopo non pochi sforzi si raggiunge l'obiettivo. L'accordo viene sottoscritto tra i dirigenti delle due squadre e alla presenza del segretario della F.I.G.C., il dott. Valentini. E' il 9 settembre 1947 e nasce l'U.S. Arsenaltaranto. Il 23 gennaio dello stesso era morto a Taranto il fondatore del calcio tarantino (Pro Italia 1904): Luigi Ascanelli, all'età di 82 anni.

Associazione Sportiva TarantoDopo 4 campionati di "serie B" e altrettanti di "serie C", i marinai della Marina Militare lasciano la squadra di calcio da sola a camminare con le proprie gambe. E' l'11 agosto 1955, dopo un campionato sofferto concluso con una prova di carattere che ha regalato la permanenza in "serie B", e la società assume nuovamente la denominazione di A.S. Taranto.

Lo stadio "Salinella", ora "Erasmo Iacovone"La non breve storia della neonata società (30 stagioni calcistiche, di cui 18 in "serie B" e 12 in "serie C") rappresenta uno dei periodi più corposi e ricchi di avvenimenti della storia del calcio rossoblu. Nel 1965, in soli 100 giorni, viene costruito e inaugurato il nuovo stadio chiamato della "Salinella" come il quartiere in cui nasce. Sostiuisce il vecchio "Valentino Mazzola", presidente del Taranto è Michele Di Maggio (in carica per ben 10 anni, dal 1964 al 1974).

Nel 1968/69 e dopo ben nove anni di tentativi, finalmente il Taranto viene promosso in "serie B" ai danni della Casertana, classificatasi prima ma penalizzata di ben 6 punti per aver commesso un'illecito sportivo (Trapani-Casertana del 18/05/1969).

Erasmo IacovoneAlla fine della stagione 1973/74 il presidente Di Maggio dà le dimissioni, si fa avanti Giovanni Fico il quale sventa l'ennesima grave crisi che stava per abbattersi sul calcio rossoblu. Il campionato di "serie B" 1977/78 rappresenta il punto più alto e più tragico del cammino del Taranto. Dietro l'Ascoli dei miracoli, i rossoblu viaggiano a gonfie vele grazie soprattutto alle reti del centravanti Erasmo Iacovone, confermatosi come uomo-gol fondamentale alla sua seconda stagione in maglia rossoblu. Il tragico incidente del 6 febbraio 1978 spezza la vita del bomber e i sogni di gloria dei tifosi tarantini. Un bagno di folla per Erasmo, nel giorno dei suoi funerali, Taranto e i suoi tifosi non lo dimenticheranno mai: due giorni dopo la sua morte, come da promessa di Fico, lo stadio "Salinella" viene intitolato a lui.

Il "Corriere del Giorno" di mercoledì 11 giugno 1980Nel 1979/80 presidente è Donato Carelli, la squadra è competitiva grazie alla poderosa campagna acquisti, i tifosi sognano il massimo traguardo. E' l'anno dello scandalo del calcio-scommesse e il 23 marzo 1980 succede qualcosa d'incredibile: gli agenti della Guardia di Finanza irrompono sui campi di gioco di Roma, Milano, Pescara, Palermo, Avellino, Genova e Bergamo. Tra le società coinvolte (si saprà dopo) c'è, purtroppo, anche il Taranto e la partita incriminata è quella casalinga del 9 dicembre 1979 contro il Palermo, terminata 2-1 per i siciliani. Tra i campi di gioco "invasi" non c'è lo Iacovone, ma alla fine del campionato (a salvezza acquisita) accade ciò per cui i tifosi del Taranto, quel 23 marzo avevano tirato un sospiro di sollievo: purtroppo anche alcuni calciatori rossoblu sono coinvolti nello scandalo e alle singole sentenze si aggiunge anche quella che assegna ben 5 punti di penalizzazione al Taranto, da scontare nel campionato successivo (1980/81), e che risulteranno decisivi in quanto contribuiranno notevolmente alla retrocedessione in "serie C1", laddove si rimarrà per 3 anni, dopo ben 12 stagioni consecutive in "serie B".

Taranto Football Club S.p.A.Dopo innumerevoli e inutili tentativi per salvarlo, il Taranto del grande cav. Luigi Pignatelli, l'11 aprile 1985 viene dichiarato fallito dalla sezione del Tribunale di Taranto. Nemmeno gli ultimi sforzi erano serviti a qualcosa, servivano dei finanziatori ma nessuno si è fatto avanti, tranne uno: l'ing. Vito Fasano (uomo d'affari, il cui capitale era soprattutto formato dai complessi ospedalieri ed universitari che aveva fatto costruire in Italia e in Libia). A fine aprile Fasano ottiene dal Tribunale il nulla osta per il passaggio del titolo sportivo, in pratica è la cessione di un'azienda fallita da un sodalizio ad un altro, cancellando tutti i vecchi creditori. La società cambia denominazione in Taranto Football Club S.p.A. e Vito Fasano è il nuovo presidente, acquistando il tutto per 3 miliardi e 250 milioni delle vecchie lire. Il nuovo Taranto concluderà la stagione in corso (1984/85) al 20° posto e quindi con la retrocessione in "serie C1" ma importa poco: la cosa più importante è l'aver salvato il calcio tarantino in una situazione che si faceva drammatica.

Tifosi ad Ascoli Piceno nello spareggio vinto contro la CasertanaIl 28 giugno 1989 l'ing.Fasano cede il pacchetto di maggioranza delle azioni del Taranto F.C. al comm. Donato Carelli. Nuovi orizzonti si preannunciano, i tifosi sperano che siano rosei ma le loro aspettative verranno deluse nuovamente, stavolta con il peggiore evento immaginabile dopo il fallimento: la radiazione, dopo 4 anni di gestione Carelli. La stagione 1992/93 di "serie B" entra ufficialmente nella pagina nera della storia del calcio tarantino. La società è indebitata fino al collo e la Co.vi.soc. (la Commissione di Vigilanza sulle Società Calcistiche) se ne accorge fin dal dicembre del 1992. I calciatori, in ristrettezze economiche, inoltrano la richiesta di messa in mora della società, garantendosi così lo svincolo dal contratto a fine stagione ma portando così il Taranto alla perdita del capitale e inesorabilmente al fallimento. William Uzzi e Maria Ruta raggruppano un comitato di garanti e, mettendo mani al portafogli, mettono una pezza momentanea alla situazione. Purtroppo Carelli se la passa male e con la fine del campionato (concluso con la retrocessione in "serie C1") inizia il calvario burocratico che porta alla radiazione dai professionisti. La situazione della società è tragica e non si riesce a trovare nessun imprenditore disposto a dare una mano per evitare il peggio. La situazione sembra simile a quella dell'aprile 1985 ma ben presto ci si renderà conto che è più grave: stavolta non c'è il Fasano di turno e il 31 luglio del 1993 la Federazione decreta la radiazione del Taranto F.C. da tutti i campionati professionistici. Il debito ammonta a 2 miliardi e 700 milioni delle vecchie lire.

Associazione Sportiva Taranto 1906E' grazie ad un gruppo di imprenditori locali, capeggiati dallo storico medico sociale rossoblu il dott. William Uzzi, che nasce l'A.S. Taranto 1906 (l'anno della fondazione della Pro Italia). Lo zoccolo trainante sarà composto da Gino Bitetti, Giacomo Comegna e Pasquale Ruta. Con il benestare della Lega, tenendo conto di storia calcistica e bacino d'utenza e con circa 80 milioni di lire, il 3 agosto 1993 la nuova società viene iscritta al "Girone H" del "CND" (Campionato Nazionale Dilettanti), altrimenti sarebbe toccata la "Terza Categoria". Al secondo tentativo, il Taranto 1906 centra la promozione in "serie C2" e rientra così tra i professionisti dopo un campionato esaltante (1994/95, l'ultimo con i 2 punti per la vittoria) e vince anche lo "Scudetto Nazionale Dilettanti" superando brillantemente Catania, Viterbese e Tolentino.

Brevissima parentesi per il Taranto 2000, società costituita in tutta fretta il 10 luglio 1997 dal parlamentare ed ex-sindaco di Taranto Giancarlo Cito, con l'intento di sostituire o comunque sovrapporsi al Taranto 1906. Il progetto è quello di una fusione con l'Altamura per iscriversi al campionato. La Lega quasi ignora, posticipando la risposta, la richiesta del "Taranto 2000-Altamura" e, in agosto, con la diramazione dei calendari per la stagione 1997/98, conferma l'iscrizione del Taranto 1906. Il Taranto 2000 di Cito deve accontentarsi della Terza Categoria, a cui era stato iscritto subito dopo la sua costituzione.

Unione Sportiva ArsenaltarantoAlla fine del "CND" 1997/98, il trio Bitetti-Comegna-Ruta, dopo aver messo in liquidazione il Taranto 1906 (15 luglio 1998), iscrive (stesso giorno) la neonata Unione Sportiva Arsenaltaranto al "CND" 1998/99, adesso si cerca un nuovo presidente. Lo si trova (7 agosto 1998) in Emanuele Papalia, a sua volta presidente della Camera di Commercio di Taranto e dell'Assocommercianti. Papalia entra nel Taranto a capo di una cordata di 11 imprenditori lui compreso, i soci sono: Cavallo, Ciracì, Gennarini, Giove, Marangi (vice presidente), Palma, Petìo, Schinaia, Simonetti, Tagarelli.

Taranto Calcio S.r.l.Il "CND" 1999/00 inizia con 8 degli 11 soci (Cavallo, Marangi e Petio abbandonano) e termina con il secondo posto alle spalle del Campobasso. Nonostante un campionato ai vertici e grossi sforzi societari, la promozione sfuma di un solo punto. Alla fine della stagione (precisamente il 29 giugno 2000) il presidente Papalia cede la società ad una cordata di imprenditori capeggiata da Ermanno Pieroni (già d.s. del Taranto F.C. dal 1988/89 al 1990/91): si passa da Arsenaltaranto a Taranto Calcio S.r.l., alla cui guida si portano Giove (presidente), Pieroni, Palma, Simonetti e Tagarelli.

La Curva Nord nella finale play-off 2001/02Il 28 luglio 2000 il nuovo Taranto Calcio viene ripescato in serie "C2" dopo la radiazione di Marsala e Saronno in quanto non in regola con i bilanci societari e in virtù del secondo posto ottenuto (con il maggior numero di punti fatti a livello nazionale), del notevole bacino d'utenza e dell'ottima situazione economica del nuovo sodalizio. L'anno dopo si centra al primo tentativo e grazie ad una strepitosa rimonta sul Campobasso (ben 11 i punti recuperati ai molisani), la tanto sospirata promozione in "serie C1", il Taranto ritorna ad occupare il posto che più gli compete, adesso si deve tentare la "serie B", ma è ancora presto... nel 2001/02 i play-off danno il loro verdetto e passa il Catania, l'impresa della terza promozione consecutiva non riesce.

Il "Corriere del Giorno" di lunedì 7 giugno 2004I successivi campionati di "serie C1" sono contraddistinti da numerosi problemi societari e continue diatribe interne tra gli azionisti di minoranza (Giove, Palma, Tagarelli, Simonetti) e quello di maggioranza (Pieroni), il tutto di fronte all'impotenza della città già frastornata per l'ormai famosa finale play-off persa. Parte della storia è incredibilmente simile a quelle già raccontate in precedenza ed il passato si fonde inesorabilmente con il presente, non riuscendo ad impartire alcun insegnamento dagli errori e dalle sventure dei primi attori precedenti: dopo i primi due campionati di gloria, arriva la prima retrocessione in serie C2 della storia (6 giugno 2004, dopo i play-out contro la Fermana) ed è l'inevitabile conseguenza delle ultime due pessime stagioni.

Il televideo RAI del 26/10/2004 che annuncia il fallimento del Taranto Calcio S.r.l.Il 7 agosto 2004 Ermanno Pieroni, patron di Ancona e Taranto, viene tratto in arresto dalla Guardia di Finanza (riacquisterà la completa libertà il 9 aprile 2005), nel mirino: la gestione del club dorico. Ciò contribuisce a condurre definitivamente alla deriva il Taranto Calcio S.r.l. che fallisce inesorabilmente il 26 ottobre 2004, sotto il peso di 2 milioni e 600 mila euro di debiti in soli 4 anni di gestione. Dai giornali si scopre che le istanze di fallimento sono 18 e i creditori in totale ben 108. Si va avanti con il contributo di 100 mila euro dell'Amministrazione Comunale.

Lo scudetto del Taranto Sport S.r.l.L'asta fallimentare (andata deserta in prima battuta) del 14 dicembre 2004 vede come unico partecipante l'imprenditore di Manduria Vito Luigi Blasi, che diventa così il presidente del nuovo Taranto Sport S.r.l. (nato ufficialmente il 16 dicembre davanti al notaio De Francesco). L'offerta è di 294 mila euro (210 mila + gli oneri fiscali). L'organigramma vede Luigi Blasi presidente, Luca Vinciguerra responsabile dell'area contabile-amministrativa, Vittorio Galigani responsabile dell'area tecnica, Elio Tresi direttore sportivo e William Uzzi responsabile dell'area medica. Al posto di quella fallita, che langue tristemente all'ultimo posto con 8 punti, la nuova società prosegue ufficialmente il campionato in corso con la restituzione del titolo sportivo da parte della FIGC.
Il Taranto Sport termina la "stagione regolare" al terzultimo posto e conquista la meritata salvezza vincendo i play-out contro il Ragusa.
 
storia rossoblu
il calcio
gli stadi
Iacovone vive
dati e risultati
database rossoblu
100 volte Taranto

società rossoblu
Taranto Sport (2004)
Taranto Calcio (2000)
US Arsenaltaranto (1998)
Taranto 2000 (1997)
AS Taranto 1906 (1993)
Taranto FC (1985)
AS Taranto (1955)
US Arsenaltaranto (1947)
AS Taranto (1946)
Audace FC 1911 (1944)
SS Pro Italia (1944)
US Arsenale (1944)
US Taranto (1940)
SS Pietro Resta (1939 ?)
GS Cantiere Tosi (1928 ?)
AS Taranto (1927)
US Tarantina (1924)
US Nettuno (1920 ?)
Libertas (1920 ?)
FBC Garibaldino (1920 ?)
Veloce FBC (1920)
Enotria FBC (1917 ?)
Audace FBC (1911)
Taras (1906)
US Pro Italia (1904)
 
E' nei primissimi anni del 1900 (precisamente nel 1904), sull'esempio inglese e grazie all'entusiasmo provocato dalla fondazione delle prime squadre italiane (Pro Vercelli nel 1892 e Genoa nel 1893), che Taranto e i tarantini iniziano ad avvicinarsi al gioco del calcio.

La prima squadra tarantina dedita a quello sport è la Mario Rapisardi, una congrega di studenti dell'omonimo circolo tarantino, che inizia a giocare al calcio come alternativa alla sua natura prettamente podistica.

U.S. Pro Italia TarantoSempre nel 1904 Luigi Ascanelli fonda l'U.S. Pro Italia che, sempre in quell'anno, si fonde con la Rapisardi formando la Taras. L'esperimento non va a buon fine per vari motivi, tra cui la convinzione di Ascanelli dell'impossibilità, per la città, di sostenere la convinvenza di due squadre di calcio, quindi il passo indietro è obbligato: sciolta la Taras, viene ricomposta la Pro Italia.

Audace Taranto Foot Ball ClubNel 1911, dall'idea di Giovanni Sardella, nasce l'Audace Foot Ball Club. I fondatori sono tutti studenti tarantini: Giuseppe Schinaia, Manlio Voglino, Giuseppe Scotti e lo stesso Sardella. La nuova squadra si pone come antagonista alla più conosciuta Pro Italia, l'intento è quello di "rubarle" blasone e qualche tifoso.

Nel 1919 viene fondato il "Comitato Regionale Pugliese", aderente alla F.I.G.C.

Enotria Foot Ball ClubGli anni '20 costellano il panorama calcistico tarantino di numerose squadre di calcio. Nel 1917 (con un dubbio 1919) nasce l'Enotria Foot Ball Club mentre nel 1920 sorge la Veloce Foot Ball Club. Entrambe sono però destinate a breve vita, con la partecipazione ai soli campionati di 1a e 2a divisione pugliese: quelli del 1921/22, 1922/23 e 1923/24 per la prima e del 1921/22 e 1922/23 per la seconda.

Degne di menzione sono altre società calcistiche di quei tempi, che già svolgevano la loro attività nel territorio jonico: sono il Foot Ball Club Garibaldino, la Libertas e l'U.S. Nettuno.

Associazione Sportiva TarantoNell'estate del 1924, l'Enotria, la Veloce e il Garibaldino si fondono in un'unica società che prende il nome di U.S. Tarantina: la neonata società parteciperà solo alla stagione calcistica successiva, nella 1a divisione pugliese del 1924/25.
L'11 luglio 1927, dalla fusione tra Pro Italia e Audace, nasce l'A.S. Taranto. Presidente è Antonio Colucci prima (rapida parentesi) e Pietro Resta poi. Nell'estate del 1928 l'A.S. Taranto assorbe l'U.S. Nettuno.

Il Taranto della prima storica promozione in "Serie B"Campionato di 1a Divisione 1934/35: prima storica promozione in "serie B" per l'A.S. Taranto, presidente è Pietro Resta. Alla "serie B" si accede direttamente dalla 1a Divisione. Il 20 settembre 1935 viene a mancare proprio Pietro Resta: il Taranto così si appresta a iniziare il primo campionato cadetto della sua storia senza il valido dirigente che l'aveva condotto a quello storico traguardo. Proprio all'inizio della stagione 1935/36 viene introdotta la "serie C".

Al campionato di "serie C" del 1936/37, insieme all'A.S. Taranto, partecipa anche la Franco Tosi, è la squadra aziendale dei "Cantieri Tosi" di Taranto: concluderà con la retrocessione.

In memoria del grande presidente dell'A.S. Taranto, nel 1939 viene fondata la S.S. Pietro Resta che partecipa al campionato di "serie C" del 1942/43, proprio con l'A.S. Taranto. Un buon sesto posto con 23 punti.

Unione Sportiva TarantoIl 17 settembre 1940 sono l'A.S. Taranto e l'U.S. Pro Italia a fondersi formando così l'Unione Sportiva Taranto.




Nel settembre del 1943 viene firmato l'armistizio e l'Italia dichiara guerra ai suoi vecchi alleati, ogni attività calcistica viene sospesa.

Unione Sportiva Arsenale TarantoDopo la seconda guerra mondiale nasce, nel 1944 (dai resti della Pietro Resta), l'U.S. Arsenale Taranto: la squadra è composta per lo più da militari della Marina Militare Italiana, che in Taranto ha avuto da sempre uno dei suoi principali punti di riferimento. Si ricompongono S.S. Pro Italia e Audace F.C. 1911. L'U.S. Taranto cessa l'attività e i suoi calciatori si dividono andando a infoltire le rose delle nuove società: tutte e tre partecipano al campionato di "serie C" del 1945/46 che si concluderà con la promozione in "serie B" per l'Arsenale Taranto.

Associazione Sportiva TarantoNel maggio del 1946 si fondono per la seconda volta Pro Italia e Audace. La città allora non poteva permettersi il lusso di avere tre squadre di calcio e i problemi economici non potevano essere ignorati. La nuova società si chiama nuovamente A.S. Taranto. L'Arsenale, grazie al sostegno economico dei vertici militari, riesce a mantenersi in vita. Qualcuno propone la fusione tra le due squadre, ma sono forti le discordanze legate soprattutto alla denominazione della nuova società, i vertici cittadini vorrebbero conservare il nome di Taranto, quelli militari non sono d'accordo. Alla fine, con la riforma dei campionati ("serie B" a due gironi e "serie A" a girone unico) e con l'ammissione di entrambre le squadre alla "serie B" da parte della Lega Centro-Sud, tutto sfuma.

Unione Sportiva ArsenaltarantoAlla fine del campionato 1946/47 l'A.S. Taranto retrocede in "serie C". E' stato il primo campionato di "serie B" del dopoguerra e il paese, con non pochi sforzi, sta tentanto una lenta ripresa economica. I giornali escono in formato "due pagine", proprio in quell'estate, in città si inizia a stampare il "Corriere del Giorno" e proprio questo giornale si fa promotore per l'iniziativa di fusione tra Arsenale e Taranto. Dopo non pochi sforzi si raggiunge l'obiettivo. L'accordo viene sottoscritto tra i dirigenti delle due squadre e alla presenza del segretario della F.I.G.C., il dott. Valentini. E' il 9 settembre 1947 e nasce l'U.S. Arsenaltaranto. Il 23 gennaio dello stesso era morto a Taranto il fondatore del calcio tarantino (Pro Italia 1904): Luigi Ascanelli, all'età di 82 anni.

Associazione Sportiva TarantoDopo 4 campionati di "serie B" e altrettanti di "serie C", i marinai della Marina Militare lasciano la squadra di calcio da sola a camminare con le proprie gambe. E' l'11 agosto 1955, dopo un campionato sofferto concluso con una prova di carattere che ha regalato la permanenza in "serie B", e la società assume nuovamente la denominazione di A.S. Taranto.

Lo stadio "Salinella", ora "Erasmo Iacovone"La non breve storia della neonata società (30 stagioni calcistiche, di cui 18 in "serie B" e 12 in "serie C") rappresenta uno dei periodi più corposi e ricchi di avvenimenti della storia del calcio rossoblu. Nel 1965, in soli 100 giorni, viene costruito e inaugurato il nuovo stadio chiamato della "Salinella" come il quartiere in cui nasce. Sostiuisce il vecchio "Valentino Mazzola", presidente del Taranto è Michele Di Maggio (in carica per ben 10 anni, dal 1964 al 1974).

Nel 1968/69 e dopo ben nove anni di tentativi, finalmente il Taranto viene promosso in "serie B" ai danni della Casertana, classificatasi prima ma penalizzata di ben 6 punti per aver commesso un'illecito sportivo (Trapani-Casertana del 18/05/1969).

Erasmo IacovoneAlla fine della stagione 1973/74 il presidente Di Maggio dà le dimissioni, si fa avanti Giovanni Fico il quale sventa l'ennesima grave crisi che stava per abbattersi sul calcio rossoblu. Il campionato di "serie B" 1977/78 rappresenta il punto più alto e più tragico del cammino del Taranto. Dietro l'Ascoli dei miracoli, i rossoblu viaggiano a gonfie vele grazie soprattutto alle reti del centravanti Erasmo Iacovone, confermatosi come uomo-gol fondamentale alla sua seconda stagione in maglia rossoblu. Il tragico incidente del 6 febbraio 1978 spezza la vita del bomber e i sogni di gloria dei tifosi tarantini. Un bagno di folla per Erasmo, nel giorno dei suoi funerali, Taranto e i suoi tifosi non lo dimenticheranno mai: due giorni dopo la sua morte, come da promessa di Fico, lo stadio "Salinella" viene intitolato a lui.

Il "Corriere del Giorno" di mercoledì 11 giugno 1980Nel 1979/80 presidente è Donato Carelli, la squadra è competitiva grazie alla poderosa campagna acquisti, i tifosi sognano il massimo traguardo. E' l'anno dello scandalo del calcio-scommesse e il 23 marzo 1980 succede qualcosa d'incredibile: gli agenti della Guardia di Finanza irrompono sui campi di gioco di Roma, Milano, Pescara, Palermo, Avellino, Genova e Bergamo. Tra le società coinvolte (si saprà dopo) c'è, purtroppo, anche il Taranto e la partita incriminata è quella casalinga del 9 dicembre 1979 contro il Palermo, terminata 2-1 per i siciliani. Tra i campi di gioco "invasi" non c'è lo Iacovone, ma alla fine del campionato (a salvezza acquisita) accade ciò per cui i tifosi del Taranto, quel 23 marzo avevano tirato un sospiro di sollievo: purtroppo anche alcuni calciatori rossoblu sono coinvolti nello scandalo e alle singole sentenze si aggiunge anche quella che assegna ben 5 punti di penalizzazione al Taranto, da scontare nel campionato successivo (1980/81), e che risulteranno decisivi in quanto contribuiranno notevolmente alla retrocedessione in "serie C1", laddove si rimarrà per 3 anni, dopo ben 12 stagioni consecutive in "serie B".

Taranto Football Club S.p.A.Dopo innumerevoli e inutili tentativi per salvarlo, il Taranto del grande cav. Luigi Pignatelli, l'11 aprile 1985 viene dichiarato fallito dalla sezione del Tribunale di Taranto. Nemmeno gli ultimi sforzi erano serviti a qualcosa, servivano dei finanziatori ma nessuno si è fatto avanti, tranne uno: l'ing. Vito Fasano (uomo d'affari, il cui capitale era soprattutto formato dai complessi ospedalieri ed universitari che aveva fatto costruire in Italia e in Libia). A fine aprile Fasano ottiene dal Tribunale il nulla osta per il passaggio del titolo sportivo, in pratica è la cessione di un'azienda fallita da un sodalizio ad un altro, cancellando tutti i vecchi creditori. La società cambia denominazione in Taranto Football Club S.p.A. e Vito Fasano è il nuovo presidente, acquistando il tutto per 3 miliardi e 250 milioni delle vecchie lire. Il nuovo Taranto concluderà la stagione in corso (1984/85) al 20° posto e quindi con la retrocessione in "serie C1" ma importa poco: la cosa più importante è l'aver salvato il calcio tarantino in una situazione che si faceva drammatica.

Tifosi ad Ascoli Piceno nello spareggio vinto contro la CasertanaIl 28 giugno 1989 l'ing.Fasano cede il pacchetto di maggioranza delle azioni del Taranto F.C. al comm. Donato Carelli. Nuovi orizzonti si preannunciano, i tifosi sperano che siano rosei ma le loro aspettative verranno deluse nuovamente, stavolta con il peggiore evento immaginabile dopo il fallimento: la radiazione, dopo 4 anni di gestione Carelli. La stagione 1992/93 di "serie B" entra ufficialmente nella pagina nera della storia del calcio tarantino. La società è indebitata fino al collo e la Co.vi.soc. (la Commissione di Vigilanza sulle Società Calcistiche) se ne accorge fin dal dicembre del 1992. I calciatori, in ristrettezze economiche, inoltrano la richiesta di messa in mora della società, garantendosi così lo svincolo dal contratto a fine stagione ma portando così il Taranto alla perdita del capitale e inesorabilmente al fallimento. William Uzzi e Maria Ruta raggruppano un comitato di garanti e, mettendo mani al portafogli, mettono una pezza momentanea alla situazione. Purtroppo Carelli se la passa male e con la fine del campionato (concluso con la retrocessione in "serie C1") inizia il calvario burocratico che porta alla radiazione dai professionisti. La situazione della società è tragica e non si riesce a trovare nessun imprenditore disposto a dare una mano per evitare il peggio. La situazione sembra simile a quella dell'aprile 1985 ma ben presto ci si renderà conto che è più grave: stavolta non c'è il Fasano di turno e il 31 luglio del 1993 la Federazione decreta la radiazione del Taranto F.C. da tutti i campionati professionistici. Il debito ammonta a 2 miliardi e 700 milioni delle vecchie lire.

Associazione Sportiva Taranto 1906E' grazie ad un gruppo di imprenditori locali, capeggiati dallo storico medico sociale rossoblu il dott. William Uzzi, che nasce l'A.S. Taranto 1906 (l'anno della fondazione della Pro Italia). Lo zoccolo trainante sarà composto da Gino Bitetti, Giacomo Comegna e Pasquale Ruta. Con il benestare della Lega, tenendo conto di storia calcistica e bacino d'utenza e con circa 80 milioni di lire, il 3 agosto 1993 la nuova società viene iscritta al "Girone H" del "CND" (Campionato Nazionale Dilettanti), altrimenti sarebbe toccata la "Terza Categoria". Al secondo tentativo, il Taranto 1906 centra la promozione in "serie C2" e rientra così tra i professionisti dopo un campionato esaltante (1994/95, l'ultimo con i 2 punti per la vittoria) e vince anche lo "Scudetto Nazionale Dilettanti" superando brillantemente Catania, Viterbese e Tolentino.

Brevissima parentesi per il Taranto 2000, società costituita in tutta fretta il 10 luglio 1997 dal parlamentare ed ex-sindaco di Taranto Giancarlo Cito, con l'intento di sostituire o comunque sovrapporsi al Taranto 1906. Il progetto è quello di una fusione con l'Altamura per iscriversi al campionato. La Lega quasi ignora, posticipando la risposta, la richiesta del "Taranto 2000-Altamura" e, in agosto, con la diramazione dei calendari per la stagione 1997/98, conferma l'iscrizione del Taranto 1906. Il Taranto 2000 di Cito deve accontentarsi della Terza Categoria, a cui era stato iscritto subito dopo la sua costituzione.

Unione Sportiva ArsenaltarantoAlla fine del "CND" 1997/98, il trio Bitetti-Comegna-Ruta, dopo aver messo in liquidazione il Taranto 1906 (15 luglio 1998), iscrive (stesso giorno) la neonata Unione Sportiva Arsenaltaranto al "CND" 1998/99, adesso si cerca un nuovo presidente. Lo si trova (7 agosto 1998) in Emanuele Papalia, a sua volta presidente della Camera di Commercio di Taranto e dell'Assocommercianti. Papalia entra nel Taranto a capo di una cordata di 11 imprenditori lui compreso, i soci sono: Cavallo, Ciracì, Gennarini, Giove, Marangi (vice presidente), Palma, Petìo, Schinaia, Simonetti, Tagarelli.

Taranto Calcio S.r.l.Il "CND" 1999/00 inizia con 8 degli 11 soci (Cavallo, Marangi e Petio abbandonano) e termina con il secondo posto alle spalle del Campobasso. Nonostante un campionato ai vertici e grossi sforzi societari, la promozione sfuma di un solo punto. Alla fine della stagione (precisamente il 29 giugno 2000) il presidente Papalia cede la società ad una cordata di imprenditori capeggiata da Ermanno Pieroni (già d.s. del Taranto F.C. dal 1988/89 al 1990/91): si passa da Arsenaltaranto a Taranto Calcio S.r.l., alla cui guida si portano Giove (presidente), Pieroni, Palma, Simonetti e Tagarelli.

La Curva Nord nella finale play-off 2001/02Il 28 luglio 2000 il nuovo Taranto Calcio viene ripescato in serie "C2" dopo la radiazione di Marsala e Saronno in quanto non in regola con i bilanci societari e in virtù del secondo posto ottenuto (con il maggior numero di punti fatti a livello nazionale), del notevole bacino d'utenza e dell'ottima situazione economica del nuovo sodalizio. L'anno dopo si centra al primo tentativo e grazie ad una strepitosa rimonta sul Campobasso (ben 11 i punti recuperati ai molisani), la tanto sospirata promozione in "serie C1", il Taranto ritorna ad occupare il posto che più gli compete, adesso si deve tentare la "serie B", ma è ancora presto... nel 2001/02 i play-off danno il loro verdetto e passa il Catania, l'impresa della terza promozione consecutiva non riesce.

Il "Corriere del Giorno" di lunedì 7 giugno 2004I successivi campionati di "serie C1" sono contraddistinti da numerosi problemi societari e continue diatribe interne tra gli azionisti di minoranza (Giove, Palma, Tagarelli, Simonetti) e quello di maggioranza (Pieroni), il tutto di fronte all'impotenza della città già frastornata per l'ormai famosa finale play-off persa. Parte della storia è incredibilmente simile a quelle già raccontate in precedenza ed il passato si fonde inesorabilmente con il presente, non riuscendo ad impartire alcun insegnamento dagli errori e dalle sventure dei primi attori precedenti: dopo i primi due campionati di gloria, arriva la prima retrocessione in serie C2 della storia (6 giugno 2004, dopo i play-out contro la Fermana) ed è l'inevitabile conseguenza delle ultime due pessime stagioni.

Il televideo RAI del 26/10/2004 che annuncia il fallimento del Taranto Calcio S.r.l.Il 7 agosto 2004 Ermanno Pieroni, patron di Ancona e Taranto, viene tratto in arresto dalla Guardia di Finanza (riacquisterà la completa libertà il 9 aprile 2005), nel mirino: la gestione del club dorico. Ciò contribuisce a condurre definitivamente alla deriva il Taranto Calcio S.r.l. che fallisce inesorabilmente il 26 ottobre 2004, sotto il peso di 2 milioni e 600 mila euro di debiti in soli 4 anni di gestione. Dai giornali si scopre che le istanze di fallimento sono 18 e i creditori in totale ben 108. Si va avanti con il contributo di 100 mila euro dell'Amministrazione Comunale.

Lo scudetto del Taranto Sport S.r.l.L'asta fallimentare (andata deserta in prima battuta) del 14 dicembre 2004 vede come unico partecipante l'imprenditore di Manduria Vito Luigi Blasi, che diventa così il presidente del nuovo Taranto Sport S.r.l. (nato ufficialmente il 16 dicembre davanti al notaio De Francesco). L'offerta è di 294 mila euro (210 mila + gli oneri fiscali). L'organigramma vede Luigi Blasi presidente, Luca Vinciguerra responsabile dell'area contabile-amministrativa, Vittorio Galigani responsabile dell'area tecnica, Elio Tresi direttore sportivo e William Uzzi responsabile dell'area medica. Al posto di quella fallita, che langue tristemente all'ultimo posto con 8 punti, la nuova società prosegue ufficialmente il campionato in corso con la restituzione del titolo sportivo da parte della FIGC.
Il Taranto Sport termina la "stagione regolare" al terzultimo posto e conquista la meritata salvezza vincendo i play-out contro il Ragusa.
 
storia rossoblu
il calcio
gli stadi
Iacovone vive
dati e risultati
database rossoblu
100 volte Taranto

società rossoblu
Taranto Sport (2004)
Taranto Calcio (2000)
US Arsenaltaranto (1998)
Taranto 2000 (1997)
AS Taranto 1906 (1993)
Taranto FC (1985)
AS Taranto (1955)
US Arsenaltaranto (1947)
AS Taranto (1946)
Audace FC 1911 (1944)
SS Pro Italia (1944)
US Arsenale (1944)
US Taranto (1940)
SS Pietro Resta (1939 ?)
GS Cantiere Tosi (1928 ?)
AS Taranto (1927)
US Tarantina (1924)
US Nettuno (1920 ?)
Libertas (1920 ?)
FBC Garibaldino (1920 ?)
Veloce FBC (1920)
Enotria FBC (1917 ?)
Audace FBC (1911)
Taras (1906)
US Pro Italia (1904)
 
Città di Taranto All'interno foto e racconti della città dei due mari

Tratto dal sito  http://it.wikipedia.org/wiki/Taranto 



Territorio 

Veduta aerea di Taranto
  « Mentre la maggior parte del golfo di Taranto è importuosa, a Taranto c'è un porto molto bello e ampio del perimetro di 100 stadi, chiuso da un grande ponte. Tra il fondo del porto e il mare aperto si forma un istmo, sicché la città sorge su una penisola e poiché il collo dell'istmo è poco elevato, le navi possono essere facilmente trainate da una parte all'altra »
  (Strabone - Geografia, VI, 3, 1. Traduzione di Nicola Biffi)

Taranto si affaccia sul mar ionio ed è situata a 15 metri sul livello del mare, in una zona pianeggiante protesa lungo l'asse Nord/Nord Ovest-Sud Est e circondata da Nord Ovest fino ad Est dall'altopiano delle Murge. Il suo territorio ha un'estensione di 209,64 km² ed è bagnato prevalentemente dal mare, essendo caratterizzato dalla presenza di tre penisole naturali e di un'isola artificiale, formatasi in seguito al taglio della penisola originale eseguito durante la costruzione del fossato del Castello Aragonese. La città è infatti conosciuta anche come "la città dei due mari", essendo bagnata dal mar Grande lungo la costa esterna racchiusa nella baia delimitata a Nord Ovest dalla Punta Rondinella e a Sud dal Capo San VIto, nonché dal mar Piccolo, che costituisce un vasto bacino interno.

La città dei due mari 
Il Mar Grande e il Mar Piccolo 

Il panorama del Mar Piccolo dallavia Appia

Il Mar Grande, chiamato più frequentemente "rada di Mar Grande" in quanto vi sostano le navi in attesa, è separato dal Mar Piccolo da un capo che lo chiude a golfo, orientato verso l'isola artificiale che costituisce il nucleo originale della città, collegato al resto del territorio tramite il Ponte di Porta Napoli ed il Ponte Girevole. Il Mar Grande è inoltre separato dal Mar Ionio sia dal Capo San Vito che dalle Isole Cheradi di San Pietro e San Paolo, più la terza isola di San Nicolicchio, completamente inglobata nel polo siderurgico. Queste ultime formano un piccolo arcipelago che chiude perfettamente l'arco ideale creato dalla baia naturale del Mar Grande.

Il Mar Piccolo è da considerarsi un mare interno, pertanto presenta problemi di ricambio idrico. I suoi due seni sono idealmente divisi dal Ponte Punta Penna Pizzone, che congiunge la Punta Penna con la Punta Pizzone: il primo seno ha la forma di un triangolo grossolano, i cui vertici meridionali sono rappresentati dall'apertura ad Est sul secondo seno, e dall'apertura ad Ovest sul Mar Grande tramite il canale naturale di Porta Napoli; il secondo seno ha invece la forma di un'ellisse, il cui asse maggiore misura quasi 5 km in direzione Sud Ovest-Nord Est. Nel primo seno inoltre, sfocia il fiume Galeso.

Sia i venti che le maree, insieme alle sorgenti sottomarine con diversa salinità, condizionano l'andamento delle correnti di tipo superficiale e di tipo profondo tra il Mar Grande ed i due seni del Mar Piccolo. Nel Mar Grande e nella parte settentrionale di entrambi i seni del Mar Piccolo, sono localizzate alcune sorgenti sottomarine chiamate citri[8], che apportano acqua dolce non potabile mista ad acqua salmastra, donando alle acque del mare una condizione idrobiologica ideale per la coltivazione dei mitili, comunemente chiamati "cozze".

Clima 

Il clima della città, espresso dalle rilevazioni della stazione ubicata presso l'aeroporto militare di Grottaglie, è tipicamente mediterraneo ma con non rare punte continentali.

L'inverno è generalmente mite e piovoso ma non sono infrequenti le irruzioni di aria fredda da est, che di rado arrecano precipitazioni nevose.

Molto calda ed afosa l'estate tarantina, con valori che talvolta raggiungono i 40 gradi.

 

TARANTO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. media (°C) 12,2 12,9 15,0 17,9 22,2 26,9 29,9 29,8 26,8 21,9 17,2 13,8 13 18,4 28,9 22 20,5
T. min. media (°C) 6,0 6,1 7,4 10,1 14,0 18,0 20,8 20,9 18,0 14,2 10,2 7,1 6,4 10,5 19,9 14,1 12,7
Precipitazioni (mm) 43,0 43,0 42,0 27,5 22,0 13,5 11,0 17,0 24,5 61,0 52,5 59,5 145,5 91,5 41,5 138 416,5
Giorni di pioggia (≥ 1 mm) 6 6 5 5 4 2 2 3 3 7 6 7 19 14 7 16 56

Storia 



Le origini del nome
Taras sulla Mappa di Soleto

L'inquadramento etimologico del nome della città di Taranto è tutt'altro che facile. Il toponimo Taras (in greco:Τάρας), primo nome della città, è strettamente collegato alla colonizzazione ellenica della Magna Grecia che si ebbe a partire dall'VIII-VII secolo a.C. con le colonie ioniche e doriche: oltre che sulle monete magno-greche risalenti al periodo di massimo splendore della città[10], il toponimo compare anche sulla Mappa di Soleto, la più antica mappa geografica occidentale proveniente dall'antichità classica, incisa su un piccolo frammento di un vaso attico smaltato di nero.
Taras era una figura della mitologia greca, figlio di Poseidone e dellaninfa Satyria, nonché leggendario fondatore della città di Taranto, e questa dovrebbe essere tutt'altro che una coincidenza.
Tuttavia, non è possibile del tutto escludere la derivazione del toponimo dal nome del fiume Tara, oppure dal termine sanscritotaranta-h (cioè "mare")[11].

La cronologia tradizionale, assegna la data della fondazione di Taranto al 706 a.C.[12]. Le fonti tramandate dallo storico Eusebio di Cesarea, parlano del trasferimento di alcuni coloni spartani in questa zona per necessità di espansione o per questioni commerciali. Questi, distruggendo l'abitato indigeno, portarono una nuova linfa di civiltà e di tradizioni.

La struttura sociale della colonia sviluppò nel tempo una vera e propria cultura aristocratica, la cui ricchezza proveniva, probabilmente, dallo sfruttamento delle risorse del fertile territorio circostante, che venne popolato e difeso da una serie di phrouria tra le quali Pezza Petrosa, piccoli centri fortificati in posizione strategica[13]. Taranto ha quindi origini antichissime. Durante il periodo ellenistico della colonizzazione greca sulle coste dell'Italia meridionale, la città fu tra le più importanti della Magna Grecia. In quel periodo, infatti, divenne una potenza economica militare e culturale, che diede i natali a filosofi, strateghi, scrittori e atleti, diventando anche sede dellascuola pitagorica tarantina, la seconda più importante dopo quella di Metaponto. A partire dal 367 a.C., fu la città più potente tra quelle che costituirono la lega italiota. Nel 281 a.C. entrò in conflitto con Roma (guerra tarentina) insieme al suo alleato Pirro, Re dell'Epiro, ma capitolò definitivamente nel 272 a.C. Durante la seconda guerra punica, Taranto aprì le porte ad Annibale nel 212 a.C., ma fu punita tre anni dopo con la strage dei suoi cittadini e col saccheggio quando Fabio Massimo la riconquistò. Nel 125 a.C. vi fu dedotta una colonia romana (colonia neptunia), mentre nel 90 a.C. fu eretta a Municipium. Nel Medioevo fu conquistata da Totila nel 549 e ripresa daNarsete nel 552. Espugnata dai Longobardi, fu ripresa dall'Imperatore Costantino II nel 663, per poi passare in mano a Romualdo Duca longobardo di Benevento, e tornare ai Bizantini nell'803. Conquistata dai Saraceni nel 846, nel 868 e nel 927, l'Imperatore Niceforo Focala fece ricostruire nel 967. Occupata nel 1063 da Roberto il Guiscardo, divenne il centro di un potente feudo. Ospitava una cospicua comunità ebraica, quantificabile nel 1167 in 200 famiglie, secondo la cronaca di Beniamino di Tudela[14]. Dal 1301 al 1463 fu un fiorente principato (Principato di Taranto). Divenne poi importante porto militare sotto gli Spagnoli, fino a decadere nel XVII secolo sotto iBorbone. Taranto venne unita al Regno d'Italia nel 1860. Il 21 Agosto del 1889, dopo sei anni di lavori, venne inaugurato alla presenza diUmberto I di Savoia l'Arsenale Militare Marittimo, che ne aumentò la sua importanza sia dal punto di vista economico che militare, oltre che demografico. Durante la prima guerra mondiale, Taranto fu scelta come base dalle flotte navali italiana, francese ed inglese. Durante la seconda guerra mondiale, la città subì un bombardamento storicamente ricordato come la notte di Taranto, a seguito del quale si contarono 85 vittime tra civili e militari. Nel 1965 venne inaugurato dalPresidente della Repubblica Giuseppe Saragat il IV Centro Siderurgico Italsider, il più grande centro per la produzione dell'acciaio in Europa. Grazie a questa nuova realtà industriale, e disponendo di un grandeporto mercantile, la città conobbe un altro e più marcato slancio dell'economia locale, con conseguente aumento della popolazione e del reddito pro-capite, e diventando negli anni a seguire zona di insediamento di cementifici, raffinerie ed industrie metalmeccaniche. Il 18 Ottobre 2005 viene dichiarato ufficialmente il dissesto finanziario del Comune di Taranto. Le passività accertate ammontano inizialmente a € 357.356.434, ma nel mese di Marzo 2007, il capo della commissione di liquidazione del Comune, Francesco Boccia, dichiara una cifra pari a circa 637 milioni di Euro.

Simboli 
Lo stemma civico di Taranto fu riconosciuto ufficialmente il 20 dicembre del 1935[15]:

  « D'azzurro, al delfino nuotante e cavalcato da un dio marino nudo sostenente nel braccio sinistro un panneggio svolazzante e con la destra scagliante il tridente, al capo cucito di rosso centrato, caricato della conchiglia d'oro, posta fra la leggenda Taras »
  (Decreto reale di concessione in data del 20 dicembre 1935)

Il giovane dio a cavallo del delfino raffigurato sullo stemma, si ispira a quello delle monete magno-greche del periodo di massimo splendore della città.

Nel 1589, una precedente versione dello stemma raffigurante un uomo adulto coronato a cavallo di un delfino, reggente nella mano destra un tridente e nella mano sinistra uno scudo con sopra uno scorpione al posto dell'attuale drappo[16], sostituì a sua volta l'antico stemma raffigurante uno scorpione suggerito da Pirro, e che attualmente è utilizzato come simbolo della provincia ionica[17].

Ricorrenze 

La notte di Taranto
 



(EN)
« Taranto, and the night of November 11th - 12th, 1940, should be remembered for ever as having shown once and for all that in the Fleet Air Arm the Navy has its most devastating weapon. »
(IT)
« Taranto, e la notte dell'11-12 novembre 1940, dovrebbero essere ricordate per sempre, per aver dimostrato una volta per tutte come la Marina abbia nella flotta aerea la sua arma più devastante. »
(Ammiraglio Andrew Cunningham)

Tra la notte dell'11 e del 12 Novembre 1940, per via della sua importanza strategica e militare, la città subì un devastante attacco da parte della Royal Navy britannica. La dinamica dell'azione fu attentamente studiata dai giapponesi per potersene poi avvalere in previsione dell'attacco alla base di Pearl Harbor. Durante quella notte, 21 aerei del tipo Fairey Swordfish dotati di siluri e bombe, si alzarono dalla portaereiinglese Illustrious, che si trovava a 170 miglia dalla costa scortata dalle navi da battaglia MalayaRamiliesValiantWarspite, dagli incrociatori GloucesterYork e da 13 cacciatorpediniere. Al comando vi era l'ammiraglio Andrew Cunningham. Gli aerei inglesi partiti in due ondate successive giunsero indisturbati su Taranto. Grazie ad una precedente ricognizione che non fu contrastata dalla difesa italiana, i piloti conoscevano perfettamente le unità da colpire, che erano tra l'altro dotate di reti parasiluri insufficienti e protette da pochi palloni di sbarramento. Nell'attacco la flotta italiana subì gravi danni. La corazzataConte di Cavour subì i danni maggiori, venendo parzialmente affondata. Inoltre furono seriamente danneggiati le corazzate Caio Duilio e Littorio e l'incrociatore Trento. Danni vennero riportati anche dai due cacciatorpediniere Libeccio e Pessagno. Furono anche attaccati vari depositi di carburante sulla terraferma. Alla fine il bilancio fu di 85 morti, di cui 55 civili, e di 581 feriti, nonostante il Bollettino di Guerra del Comando Supremo n.158 del 12 novembre 1940 affermasse che non vi sarebbe stata alcuna vittima. Uno dei tragici ricordi di quella battaglia per gli abitanti di Taranto, testimoni dell'evento, fu quello di udire dal mare le strazianti urla di sofferenza dei militari italiani imbarcati sulle navi danneggiate, vittime dei siluramenti.

Monumenti e luoghi di interesse 

Statua dei Marinai
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Architetture di Taranto.

Taranto presenta sul suo territorio architetture che testimoniano la sua importanza storica e culturale: dagli antichi luoghi di culto, tra i quali i resti del Tempio Dorico, i resti archeologici delle necropoli greco-romane e delle tombe a camera, la Cripta del Redentore, ai palazzi appartenuti alle famiglie nobili ed alle personalità illustri della città, tra i quali Palazzo Pantaleo e Palazzo d'Ayala Valva. La città offre inoltre una ricca varietà architettonica a testimonianza della forte religiosità e devozione: si va dal romanico albarocco della facciata della cattedrale di San Cataldo, dal gotico della chiesa di San Domenico Maggiore alle forme decisamente più eleganti delle chiese dalle lineerinascimentali e neoclassiche. Numerose anche le cripte, i monasteri, i santuari e le edicole votive.

Architetture civili 

Ponte Girevole
 

Il 
Ponte Girevole o Ponte di San Francesco di Paola è la struttura che collega l'isola del Borgo Antico con la penisola del Borgo Nuovo. Inaugurato il 22 maggio 1887 dall'Ammiraglio Ferdinando Acton, il ponte sovrasta un canale navigabile lungo 400 metri e largo 73 metri che unisce il Mar Grande al Mar Piccolo. Il ponte misura attualmente 89,9 metri di lunghezza e 9,3 metri di larghezza. "Costruito dall'Impresa Industriale Italiana di Napoli su progetto dell'ingegner Giuseppe Messina che ne diresse i lavori di costruzione, era originariamente costituito da un grande arco a sesto ribassato in legno e metallo, diviso in due braccia che giravano indipendentemente l'una dall'altra attorno ad un perno verticale posto su uno spallone. Il funzionamento avveniva grazie a turbine idrauliche alimentate da un grande serbatoio posto sulCastello aragonese adiacente, capace di 600 metri cubici di acqua che in caduta azionavano le due braccia del ponte. La struttura venne successivamente rimodernata negli anni 1957-1958, introducendo un funzionamento di tipo elettrico, ma mantenendo di fatto inalterati i principi ingegneristici della allora costituenda Direzione del Genio Militare per la Marina. Il progetto fu realizzato dalla Società Nazionale Officine di Savigliano, per tutto quello che riguardava gli organi meccanici ed i comandi elettrici. Il nuovo ponte fu inaugurato dal Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi il 10 marzo 1958, e venne intitolato a san Francesco di Paola, protettore delle genti di mare.

Particolare dell'ipogeo

Ipogeo De Beaumont Bonelli Bellacicco [modifica]

L'ipogeo "De Beaumont Bonelli Bellacicco", sito nel Borgo Antico in corso Vittorio Emanuele al civico 39, è una struttura che narra la storia di Taranto sin dall'epoca geologica risalente a circa 65 milioni di anni fa, con successive tracce magno-greche, bizantinemedioevali e del XVIII secolo. L'ipogeo si sviluppa su tre livelli per complessivi 700 m² e per 14 metri sotto il livello stradale. Al suo interno si trova il banco di roccia calcarea, sulla quale si possono ammirare i resti fossili dei mitili tipici di Taranto. Le mura perimetrali sono di origine bizantina, mentre è molto probabile che il muro che divide la struttura dal mare possa avere origini magno-greche. L'ipogeo ha infatti uno sbocco esclusivo al livello del mare, che permette l'accesso diretto alla battigia del lungomare del Borgo Antico. Su questa struttura è stato eretto in epoca successiva il Palazzo de Beaumont Bonelli, residenza della Marchesa De Beaumont e del Principe Bonelli suo marito.

Architetture militari

Castello Aragonese
 

Il 
Castello aragonese o Castel Sant'Angelo, occupa con la sua pianta quadrangolare e il vasto cortile centrale, l'estremo angolo dell'isola su cui sorge il borgo antico della città. Il primo nucleo del castello risale al 916, quando i Bizantini avviarono la costruzione della "Rocca" a protezione dagli attacchi dei Saraceni e della Repubblica di Venezia. Questa prima fortificazione era costituita da torri alte e strette, dalle quali si combatteva con lance, frecce, pietre, ed olio bollente. Nel 1481 fu realizzato un primo canale navigabile, più stretto dell'attuale e con sponde irregolari, per consentire il passaggio di piccole imbarcazioni e migliorare la difendibilità del castello.

Nel 1486Ferdinando II d'Aragona incaricò l'Arch. Francesco Di Giorgio Martini di ampliare il castello e di conferirgli l'attuale struttura, onde rimpiazzare la tipologia medievale delle torri concepita per la difesa piombante. La nuova fortificazione doveva comprendere sette torri, di cui quattro unite tra loro a formare un quadrilatero, e le rimanenti tre allineate lungo il fossato fino al Mar Piccolo. Le quattro torri furono intitolate rispettivamente a San Cristofalo, a San Lorenzo, alla Bandiera ed alla Vergine Annunziata. Nel 1491 fu aggiunto sul lato rivolto al Mar Grande il rivellino di forma triangolare tra la "Torre della Bandiera" e la "Torre San Cristofalo". Il castello fu ultimato nel 1492, come risulta dall'incisione di una lapide murata sulla "Porta Paterna".

Fortezza de Laclos 

La 
Fortezza de Laclos è una fortificazione fatta edificare sull'Isola di San Paolo per volontà di Napoleone Bonaparte alla fine del Settecento. L'Imperatore la volle per la protezione della città di Taranto, quando decise di farne uno dei suoi avamposti nel Mar Mediterraneo. A condurla fu il generale d'artiglieria Pierre Choderlos de Laclos, che restò qui sepolto dal 1803 al 1814, anno in cui si pensa che le sue spoglie siano state gettate in mare per odio nei confronti dei francesi. La fortezza rappresenta ancora oggi un pregevole esempio di architettura militare del passato, molto importante anche dal punto di vistapaleontologico per la presenza di resti fossili osservabili nei blocchi di calcare con cui fu rivestita la struttura.

Siti archeologici 

La Tomba degli Atleti

Necropoli greco-romane 

Lo studio delle 
necropoli scoperte nella città ha fornito agli archeologi una grande quantità di informazioni sulla società, sulla cultura, sull'arte e sul lavoro degli antichi popoli del periodo greco-romano.[18] I resti ritrovati, testimoniano la presenza di veri e propri rituali funerari: le sepolture avvenivano per inumazione, cioè seppellendo i defunti in posizione fetale, ma anche mediante cremazione, cioè bruciando i corpi dei defunti e conservandone le ceneri in un'urna. All'interno delle tombe veniva deposto il corredo funerario, solitamente legato alla vita quotidiana dell'individuo, pertanto le stesse venivano corredate con utensili, vivande e gioielli, nel tentativo di imitare la casa del defunto.

Nelle necropoli di Taranto si possono riscontrare differenti tipi di tombe:

  • le "tombe a camera" e le "tombe a semicamera", adottate dalle famiglie aristocratiche, collocate all'incrocio di due vie per essere facilmente individuabili;
  • le "tombe a fossa", adottate dalle famiglie plebee, scavate nella roccia e chiuse da un masso.

Le 160 sepolture sono dislocate in sette siti archeologici: la necropoli di via Marche, le tombe a camera di via Umbria, di via Sardegna e di via Pio XII, la tomba a semicamera di via Alto Adige, l'ipogeo Genoviva di via Polibio e la "tomba degli atleti" di via Francesco Crispi.

Aree naturali 

Oasi Palude La Vela
 

L'Oasi Palude "La Vela" è un'area naturale protetta di proprietà demaniale a valenza naturalistico-ambientale situata sulle sponde del Mar Piccolo. L'ambiente è prevalentemente di tipo palustre, con canneto e
macchia mediterranea, ampi acquitrini e zone periodicamente sommerse. L'avifauna è caratterizzata da una colonia stanziale di aironi cinerini, ma durante i mesi invernali la popolazione aumenta sensibilmente per numero e per specie: si segnalano infatti grucicognefenicotterivolpochefalco pescatore. La flora presenta ampi salicornieti, orchidee spontanee e pinete di pino d'Aleppo. L'oasi funge principalmente da centro di irradiamento dell'avifauna che colonizza gradatamente le aree circostanti, ed è stata gestita dal WWF di Taranto, che ha svolto attività di monitoraggio e anti-bracconaggio, fino a pochi anni fa.

Altro 

Il mito di Falanto
 

Il mito di Falanto

Sul lungomare del Borgo Antico, un pannello in ceramica di 140 m² raffigura la leggenda della colonizzazione greca e della successiva nascita di Taranto. L'opera realizzata dell'artista Silvana Galeone su progetto del Centro Culturale Filonide, si ispira al mito dell'eroe spartano Falanto ed al responso dell'Oracolo di Delfi da lui interpellato, il quale sentenziò: «Quando vedrai piovere dal ciel sereno, conquisterai territorio e città.». Falanto, vedendo piangere sua moglie Ethra, il cui nome in greco vuol dire "cielo sereno", ritenne che l'oracolo si fosse avverato, e si accinse a fondare la sua città a cui diede il nome di Saturo, località ancora esistente a pochi chilometri dalla città.

Società

Evoluzione demografica
 

Abitanti censiti
 

Etnie e minoranze straniere [modifica]

I cittadini stranieri residenti a Taranto al 31 dicembre 2007 erano 695.[19]

Lingue e dialetti 

Il dialetto tarantino affonda le sue origini nell'antichità, quando il territorio era dominato dalle popolazioni 
messapiche. La colonizzazione dei Greci che vide affiorare Taras, non solo come città più importante della Magna Grecia, ma anche come centro culturale, poetico e teatrale, ha lasciato un notevole influsso linguistico, sia dal punto di vista lessicale che morfo-sintattico, nonché un particolarissimo accento che secondo gli studiosi doveva corrispondere all'antica cadenza dorica.

Questi influssi sono ancora oggi notabili in parole di origine greca.

Nel corso dei secoli, il dialetto subì le influenze linguistiche delle dominazioni bizantinelongobardenormanneangioine, nonché della lingua arabaspagnola e napoletana.

Tradizioni e folclore 

I riti della Settimana Santa
 

La Processione dei Misteri

I riti della Settimana Santa di Taranto rappresentano uno degli eventi più importanti che si svolgono nella città a partire dalla Domenica delle Palme.

Nel giorno in cui si ricorda l'entrata di Gesù a Gerusalemme, le due principali Confraternite del Comune di Taranto, quella dell'Addolorata (appartenente alla chiesa di San Domenico Maggiore sita nel Borgo Antico) e quella del Carmine (appartenente alla chiesa del Carmine sita nel Borgo Nuovo), effettuano le gare per l'aggiudicazione delle statue e delle poste delle due processioni, quella dell'Addolorata (confraternita dell'Addolorata) e quella dei Misteri (confraternita del Carmine): in un'apposita assemblea, il segretario o uno degli assistenti del priore bandisce l'asta che prosegue fino a quando il simbolo (o statua) viene aggiudicata al confratello che ha fatto l'offerta più alta.

Il ricavato dell'asta viene devoluto nel corso dell'anno in favore di iniziative benefiche e per la gestione stessa della Confraternita.

Il Palio di Taranto [modifica]

Targa con il logo del palio

Il Palio di Taranto è una tradizionale manifestazione in costume che include una gara di barche a remi abbinate ai dieci rioni della città.

Istituito nel 1986, si ripete ogni anno l'8 maggio, in concomitanza con le celebrazioni in onore di San Cataldo, patrono della città, che si concludono il 10 maggio. La seconda ed ultima gara si disputa nella terza domenica di luglio.

Il Palio o "Torneo dei Rioni" si svolge nelle acque del Mar Grande e del Mar Piccolo, a cui partecipano i rappresentanti dei dieci rioni. Ogni equipaggio è composto da due marinai abbigliati con un abito storico. La gara si svolge effettuando in meno di mezz'ora il periplo dell'isola che costituisce il Borgo Antico della città, al termine del quale il presidente della giuria decreta i vincitori tra le imbarcazioni giunte al traguardo situato sotto il Ponte Girevole, dandosi battaglia fino all'ultima vogata. Il vero trofeo sarà però consegnato solo dopo la seconda gara che si disputa in luglio, sommando i due punteggi e proclamando l'equipaggio vincente.

Il torneo è affiancato dal "Trofeo delle Interforze", a cui partecipano le forze dell'ordine, ed il "Torneo delle Canoe", abbinato alle sei circoscrizioni.

Qualità della vita 

Il problema dell'inquinamento
 



Taranto è una delle città più inquinate dell'Europa occidentale per i veleni emessi delle industrie del suo territorio[20], e con un tasso tumorale ben più alto rispetto alla media nazionale[21].

Per quanto riguarda la diossina, si diffonderebbe su una vasta area geografica, a seconda dei venti, in particolare tramite un camino dell'impianto di agglomerazione alto 210 metri dell'Ilva.

Gli impianti dell'Ilva emettevano nel 2002 il 30,6% del totale di diossina italiano, ma secondo le associazioni ambientaliste, la percentuale sarebbe salita nel 2005 al 90,3%, contestualmente allo spostamento in loco delle lavorazioni "a caldo" dallo stabilimento di Genova[22]. In base ai dati INES (Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti) del 2006, la percentuale si sarebbe infine assestata al 92% rispetto al totale delle emissioni industriali di diossina dichiarate dalle aziende al Ministero dell'Ambiente.

Nel 2007 nasce il comitato cittadino "Taranto Futura", con l'obiettivo di stimolare la classe politica ad una severa presa di posizione nei confronti della grande industria, l'Ilva in particolare, sospettata del crescente numero di morti per neoplasie. Il comitato, per voce del suo presidente, il Giudice Onorario Avv. Nicola Russo, si fa promotore un anno dopo di un referendum popolare riguardante la chiusura totale o parziale dell'Ilva, sulla scorta di quanto già avvenuto per lo stabilimento di Genova[23].

Nel marzo 2008 l'associazione Peacelink commissiona delle analisi e viene riscontrato in un formaggio pecorino locale una forte contaminazione da diossina.

Nel dicembre 2008, la Regione Puglia approva a maggioranza una legge regionale contro le diossine. La norma impone limiti alle emissioni industriali a partire da aprile 2009: l'Ilva, come le altre aziende, dovrà scendere a 0,4 nanogrammi per metrocubo entro il 2010[24]. Nel febbraio 2009, una modifica alla legge regionale ha però allungato i tempi per il primo taglio dei limiti di diossina a 2,5 nanogrammi per metrocubo, spostando dal primo aprile al 30 giugno l'entrata in vigore del limite stesso[25].

Il 28 novembre 2009 il Comitato "Alta Marea contro l'inquinamento" organizza una grande manifestazione (replica della precedente che si ebbe l'anno prima, il 29 novembre 2008) contro l'inquinamento alla quale partecipano circa 20 000 cittadini.

Cultura 

Gli atleti di Taranto ad Olimpia
 

Tra il 
VI ed il IV secolo a.C., grazie alle partecipazioni alle feste panelleniche, che si celebravano con gare ginniche, si instaurarono rapporti di tipo sportivo tra la città di Taranto e la Grecia Continentale.

Nel momento in cui i Giochi Olimpici raggiunsero una certa importanza, alle competizioni presero parte anche i popoli della Magna Grecia, compresi gli atleti tarantini. Fu proprio in questo periodo che gli atleti di Taranto si affermarono in importanti discipline olimpiche.
Tra questi il più importante fu Icco, medico ginnasiarca e maestro, nonché fondatore della ginnastica medica e della dieta atletica. Vincitore del Pentathlon nella 77ª Olimpiade (472 a.C.), gli venne dedicato un monumento nel tempio di Giunone ad Olimpia a testimonianza di questa sua vittoria.

Testimonianza fondamentale delle vittorie ai Giochi di Olimpia è anche il famoso Atleta di Taranto, il cui sarcofago è esposto nel Museo nazionale archeologico di Taranto.

Dalle analisi effettuate sulle tre anfore panatenaiche rinvenute insieme al sarcofago, è stato possibile dedurre che l'atleta si affermò in due specialità del pentathlon (lancio del disco e salto con gli halteres, pesi a forma semilunata), nel pugilato e nella corsa con la quadriga.

L'importanza dello sport era particolarmente sentita a Taranto, tanto che vi si celebravano spesso manifestazioni sportive.

Nel Ginnasio tarantino, infatti, la gioventù si esercitava a corpo nudo e si allenava nelle varie specialità sportive.

Dopo quelli di Crotone e di Siracusa, gli atleti di Taranto furono tra i più rinomati della Magna Grecia[26].

Atleti di Taranto vincitori alle Olimpiadi
Olimpiade Anno Atleta Specialità
63ª Olimpiade 520 a.C. Anoco Corsa del diaulo
65ª Olimpiade 512 a.C. Adamanto Corsa Stadio
Anoco Corsa del diaulo
76ª Olimpiade 476 a.C. Ignoto tarantino Corsa oplite
Zopiro Pentathlon o quinquernizio,
corsa oplite
77ª Olimpiade 472 a.C. Epicratide Lotta
Icco Pentathlon
78ª Olimpiade 468 a.C. Ippozione Penthatlon
100ª Olimpiade 380 a.C. Dionisodoro Corsa stadio
107ª Olimpiade 352 a.C. Smicrino Corsa stadio
111ª Olimpiade 336 a.C. Mys Pugilato
Ignoto tarantino Ippica
 ?  ? Timante Giochi vari

Istruzione

Biblioteche
 

Biblioteca civica "Pietro Acclavio"

150.000 unità bibliografiche di argomenti vari e storia locale.
Sezione "Rari" con 33 manoscritti, 4 incunaboli, circa 300 cinquecentine, numerose opere del seicento, del settecento e dell'ottocento, e 4 pergamene[27].
Biblioteca arcivescovile "Monsignor Capecelatro"
25.000 volumi di argomento storico, teologico, filosofico
Biblioteca Istituto per la Storia e l'Archeologia della Magna Grecia
20.000 volumi di argomento storico e archeologico
Biblioteca Istituto "Archita"
20.000 testi di argomenti vari a carattere umanistico
Biblioteca Soprintendenza Archeologica della Puglia
16.000 tra volumi e opuscoli di argomento storico e archeologico
Biblioteca Camera di Commercio
13.000 testi e 150 periodici di argomento statistico ed economico
Biblioteca "Sant'Egidio" Convento di San Pasquale
22.000 volumi di argomento storico e teologico
Biblioteca Istituto Sperimentale Talassografico "Attilio Cerruti"
3.000 volumi di argomento biologico/marino e chimico/marino
Biblioteca Marina Militare
16.325 volumi di argomenti relativi alle forze armate
Archivio di Stato
35.000 tra volumi, pergamene, opuscoli di storia della città di Taranto
Archivio Storico del Comune di Taranto
atti amministrativi prodotti dalle Direzioni del Comune di Taranto
Centro di Documentazione Educativa
850 tra volumi ed opuscoli e 10 periodici di argomento psico/pedagogico
Museo "Bios Taras"
50 volumi di argomento scientifico, storico e naturale
Emeroteca comunale

Ricerca 

Istituto Sperimentale Talassografico Attilio Cerruti
 

[modifica]
Pittura su vetro nella tromba delle scale

Nato nel 1914 come "Laboratorio Demaniale di Biologia Marina" per la ricerca applicata alla molluschicoltura, l'Istituto Sperimentale Talassografico "Attilio Cerruti" ha sede in via Roma, ed è intitolato al suo fondatore per i meriti acquisiti in campo scientifico. Attilio Cerruti incrementò notevolmente l'attività scientifica e il patrimonio del laboratorio, ospitato in due vani concessi dal Comune fino al trasferimento presso la sede attuale, costruita nel 1932 in stile rinascimentale. Entrato a far parte definitivamente delConsiglio Nazionale delle Ricerche nel 1977, afferisce al Comitato Nazionale per le Scienze e le Tecnologie dell'Ambiente e dell'Habitat.

La sede dell'istituto è all'interno di un parco in prossimità del canale navigabile, quindi in una posizione privilegiata per l'accesso al Mar Piccolo e al Mar Grande. La disponibilità di moderne attrezzature di laboratorio nel campo della spettrofotometria ad assorbimento atomico, della gascromatografia, della cromatografia liquida ad alta pressione, della spettrometria di massa, della polarografia e dell'analisi automatica delle acque, e la disponibilità di un'imbarcazione di 15 metri, ne fa un centro ideale per l'attività di ricerca in campo marino. Sono inoltre presenti nei locali camere termostatiche per colture di organismi marini animali e vegetali, e 5 vasche di 40 m³ alimentate con acqua di mare.

I suoi principali campi di ricerca sono:

  • Cicli biochimici nel Mar Piccolo;
  • L'impatto degli inquinanti con l'ecosistema marino;
  • Controllo e recupero ambientale;
  • L'impatto della pesca di crostacei sulla biodiversità della costa del Salento;
  • L'introduzione della Caulerpa racemosa e della Undaria pinnatifida;
  • Biodiversità della flora batterica marina;
  • Coltura delle alghe a fini energetici.

Sono annessi all'istituto un museo e una biblioteca: il museo contiene una collezione di circa 3.000 reperti riferiti alla vita del mare e alla ricerca, alcuni risalenti al XIX secolo, mentre la biblioteca è dotata di un'emeroteca con 180 periodici nazionali e 600 riviste internazionali, nonché 1.650 volumi e una ricca collezione di estratti e monografie.

Fondazione Marittima Ammiraglio Michelagnoli 

La Fondazione Marittima "Alessandro Michelagnoli" si prefigge lo scopo di favorire la cultura umanistica, scientifica e tecnica del mondo del mare e valorizzare e promuovere la ricerca marina. Nata il 12 maggio 1989 con il patrocinio della Marina Militare Italiana, ha sede in corso Umberto al civico 147, ed è intitolata all'ammiraglio tarantino Alessandro Michelagnoli, che contribuì dopo la seconda guerra mondiale alla rinascita della Marina e ne ricoprì negli anni sessanta il massimo incarico di Capo di Stato Maggiore.

La fondazione opera d'intesa con organismi universitari e della ricerca nazionali e regionali, tra cui il Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare ed il Consiglio Nazionale delle Ricerche, e si avvale della professionalità di ingegneri, architetti, biologi, geologi, oceanografi, ufficiali della Marina, collaboratori del mondo istituzionale ed industriale, che hanno a disposizione un laboratorio di informatica per l'editoria elettronica, per le applicazioni e le banche dati multimediali sul mondo marino, una mediateca ed una biblioteca ricca di diapositive, fotografie, documenti multimediali e libri pertinenti, nonché la Galleria della Scienza e della Tecnica, con opere di elevato valore scientifico-divulgativo.

Scuole

La città è sede anche di numerosi licei, istituti e biblioteche. I primi furono il Liceo Ginnasio "
Archita" del 1872, il Liceo Scientifico "Giuseppe Battaglini" e l'Istituto Tecnico per le Attività Sociali "Maria Pia di Savoia", entrambi del 1927.

Il Liceo "Archita" fu istituito inizialmente come collegio maschile per ragazzi di buona famiglia, mentre l'Istituto "Maria Pia di Savoia" nacque come scuola privata di avviamento professionale per la donna.

Nella città ha sede anche il Liceo Ginnasio Statale "Aristosseno" che per i rami linguistico e scientifico prevede l'indirizzo internazionale, sperimentato solo in pochissime città italiane, che conferisce un diploma valido in diverse nazioni europee.

Università 

La città è sede della seconda 
facoltà di Ingegneria del Politecnico di Bari e di numerosi corsi di laurea erogati dall'Università degli Studi di Bari, nonché sede decentrata della LUMSA - Libera università Maria SS. Assunta di Roma e dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Inoltre il 17 maggio 2006 il rettore dell'Università di Bari, Giovanni Girone, ha firmato il decreto che sancisce l'autonomia delle seconde facoltà di Economia, di Giurisprudenza e di Scienze MatematicheFisiche e Naturali a decorrere dal 1º ottobre 2006[28]: questo costituisce un passo importante verso l'istituzione dell'Università degli Studi di Taranto, che per altro è stata oggetto di numerosi disegni di legge fino ad oggi non concludenti.

Musei 

Museo archeologico nazionale
 

Il 
Museo archeologico nazionale di Taranto, identificato anche dall'acronimo "MArTA", è un importante museo archeologico dove è esposta, tra l'altro, una delle più importanti collezioni di manufatti dell'epoca della Magna Grecia[29], tra cui i famosi Ori di Taranto. Il museo, sito in corso Umberto I, è stato fondato nel 1887 ed occupa la sede dell'ex convento di San Pasquale di Baylon, edificato nel XVIII secolo. L'archeologo Luigi Viola voleva farne un Museo della Magna Grecia, ma esso è sempre stato dedicato, principalmente, alla documentazione archeologica di Taranto e del resto della Puglia.

Il museo consta di dieci sale al primo piano e di quindici sale al secondo, che hanno permesso di realizzare un percorso espositivo cronologico a partire dalla fase neolitica del territorio tarantino, per arrivare all'età bizantina, passando per la colonizzazione greca, la civiltà romana e la città tardoantica. In una delle sale è custodita anche la tomba dell'Atleta di Taranto.

Altri musei 

Museo etnografico Alfredo Majorano

Media 

Radio
 

Radio Taranto International

  • Radio popolare Salento
  • Radio Stuff (chiusa)
  • Radio Studio 100

Cinema 

Nella città di Taranto sono stati girati, nel giro di 70 anni, almeno una ventina di film.

Da segnalare in particolare il primo: La nave bianca, diretto da Francesco De Robertis. Gli esterni sono stati realizzati nell'area portuale: è una pellicola importante per la storia del cinema, perché è il primofilm sonoro girato in Puglia e l'unico film prodotto, durante la guerra, nella stessa regione.[30]

Elenco film in ordine di data:

Cucina 

I ristoranti tradizionali della città offrono una cucina che combina i frutti di mare con i prodotti della terra, conditi con l'ottimo olio extravergine di oliva tarantino (
Olio Terre Tarentine DOP). Piatti tipici come i cavatelli con le cozze, il risotto ai frutti di mare, il polpo ed il pesce alla griglia, sono accompagnati da ortaggi crudi o cucinati nei modi più vari: i pomodori, i peperoni, le melanzane, i carciofi ed i legumi sono particolarmente saporiti.

Da non dimenticare le orecchiette (a Taranto chiamate chiangarèdde) con le cime di rapa, al sugo di braciole di cavallo o al ragù, nonché le mozzarelle e le provole fresche, o gli involtini di vitello, i fegatini"fegatidde" e gli gnumarelli "gnumaridde" alla brace, accompagnati con i vini del territorio (Aleatico di Puglia DOCLizzano DOCMartina Franca DOCPrimitivo di Manduria DOC).

Arance, mandarini, clementine (Clementina del Golfo di Taranto IGP), uva, fichi e angurie non mancano mai sulle tavole imbandite, così come i dolci di miele ed in pasta di mandorle, o le più tipicheCarteddàteSannacchiùdere e Pettole, preparate nell'occasione di particolari festività o ricorrenze.

Personalità legate a Taranto 

Taranto ha dato i natali e ha ospitato numerose personalità illustri che hanno contribuito fin dall'antichità a scrivere la storia della città: dal 
filosofo pitagorico Archita, la cui politica di sviluppo portò Taranto a diventare la metropoli più ricca e importante della Magna Grecia, al drammaturgo Livio Andronico, primo traduttore in latino dell'Odissea di Omero nell'opera nota come Odusia.

Si ricordano inoltre il vescovo irlandese san Cataldo, patrono della città, ed il compatrono sant'Egidio Maria da Taranto, unico santo della Chiesa cattolica nativo di Taranto.

Per motivi di studio vi soggiornarono anche l'attore Rodolfo Valentino e il cinque volte Presidente del Consiglio dei ministri nonché presidente del partito della Democrazia Cristiana Aldo Moro.

Personaggi tarantini contemporanei [modifica]

Eventi 

Rievocazione storica, VIII edizione

Le principali manifestazioni che si svolgono in città durante l'anno sono:

  • Stagione Concertistica dell'Associazione Amici della Musica "Arcangelo Speranza" (da ottobre a maggio);
  • Stagione Concertistica dell'Orchestra della Magna Grecia (da ottobre a maggio);
  • Gara di auto d'epoca "Tarantostorica" (marzo);
  • Settimana Santa di Taranto (marzo o aprile);
  • Celebrazioni in onore di San Cataldo (maggio);
  • Rievocazione del matrimonio di Maria d'Enghien (maggio);
  • Festival Italiano della cozza tarantina (maggio);
  • Palio di Taranto (maggio e luglio);
  • Rievocazione della "Milano-Taranto" (luglio);
  • Portici d'estate (luglio o agosto);
  • Anniversario del Cristo del Mare (agosto);
  • Processione a mare "Stella Maris" (settembre) ;
  • Settimana Internazionale di Danza Taranto Danza (settembre);
  • Convegno Internazionale di Studi sulla Magna Grecia (settembre);
  • Taranto Film Festival (dicembre);
  • Trofeo Internazionale di Jūdō "Città di Taranto" (gennaio);
  • Torneo Internazionale Femminile di Tennis "Città di Taranto".

Geografia antropica 

Sviluppo morfologico
 

Una ricostruzione topografica che risulti attendibile della Taranto antica è molto difficile, in quanto l'attuale configurazione edilizia del Borgo Antico, è il risultato del millenario sovrapporsi di interventi urbanistici. Le continue demolizioni e ricostruzioni, avvenute spesso riutilizzando materiali e resti architettonici di varia provenienza, hanno contribuito significativamente alla cancellazione delle tracce del passato. A questo si vanno ad aggiungere il trafugamento di reperti archeologici e gli scavi distruttivi, operazioni che hanno reso spesso arduo il lavoro degli studiosi impegnati sia nella comprensione della città greco-romana, che nell'attribuzione ai reperti della giusta identità e ubicazione.

Urbanistica 

Fino all'
Unità d'Italia, la città era arroccata esclusivamente sull'isola. Soltanto infatti tra il 1865 ed il 1883 si demolirono le fortificazioni presenti nella città antica, dando così inizio alla crescita della città nuova al di fuori delle mura, e quindi alla pianificazione di due borghi distinti: il Borgo Antico ed il Borgo Nuovo[31]. Osservando la città dal punto di vista urbanistico, nel Borgo Antico si ha un intrico di vicoli, derivanti dalla costruzione di abitazioni quanto più possibile addossate per sfruttare tutto lo spazio disponibile e per facilitare la difesa in caso di invasioni, mentre nel Borgo Nuovo prevale un ordinamento più razionale, quasi a pianta di Ippodamo, modificatasi successivamente in una conformazione a ventaglio.

A causa della particolare conformazione del territorio, i nuclei urbani si sono sviluppati sulla striscia di terra che divide il Mar Piccolo dal Mar Grande, con la conseguenza di aver dato alla città una caratteristica forma ad imbuto. Ad Ovest e a Nord Ovest, si trova il quartiere Tamburi-Croce, con la Punta Rondinella che costituisce uno dei due punti estremi della costa bagnata dal Mar Grande, nonché la zona industriale ed il porto mercantile. A Nord del Mar Piccolo, quindi in posizione più decentrata, si trova invece il quartiere Paolo VI. A Sud Est, il quartiere Tamburi-Croce è collegato tramite il Ponte di Porta Napoli all'Isola, che rappresenta il centro storico della città, ed è per questo chiamato Città Vecchia. L'isola costituisce il nucleo originale di Taranto, ed è divenuta tale nel 1887 in seguito al taglio della penisola principale eseguito durante la costruzione del fossato del Castello Aragonese, trasformato in seguito nel canale navigabile che mette in comunicazione il Mar Piccolo con il Mar Grande. Sempre nello stesso anno, fu costruito il Ponte Girevole per collegare l'Isola al quartiere Borgo, che rappresenta il cuore della città. Procedendo verso Sud Est si trovano i quartieri Tre Carrare-Battisti, Italia-Montegranaro, Solito-Corvisea e Salinella. Ancora più a Sud si trovano invece i quartieri Talsano-Palumbo-San Donato ed il quartiere San Vito-Lama-Carelli, con il Capo San Vito che costituisce l'altro punto estremo della costa bagnata dal Mar Grande. Sulla penisola naturale avente come estremità la Punta della Penna in Mar Piccolo, e che segna il confine tra il primo seno e secondo seno del Mar Piccolo, non ci sono nuclei abitati.

Suddivisione Amministrativa[32] [modifica]

Nr. Circoscrizione Superficie
(km²)
Abitanti Densità
(ab/km²)
Rioni
I Paolo VI 55,05 18007 327,10 Paolo VI
II Tamburi - Lido Azzurro 38 17644 464,32 Tamburi, Croce, Lido Azzurro
III Città Vecchia - Borgo 3,03 42405 13995,05 Città Vecchia, Borgo
IV Tre Carrare - Solito 15,33 41044 2677,36 Tre Carrare-Battisti, Solito, Corvisea
V Montegranaro - Salinella 10,43 45965 4407,00 Salinella, Italia-Montegranaro
VI Talsano - Lama - San Vito 76,1 45663 600,04 Talsano, Lama, San Vito
  Taranto 197,94 210728 1064,61  

La somma della superficie non include quella delle isole Cheradi
Il 9 aprile 1993, la frazione di Statte si è separata da Taranto diventando comune autonomo.

Economia [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Economia di Taranto.

Taranto deve da sempre ai suoi mari la sua stessa esistenza. Il Mar Piccolo in particolare, ha rappresentato sin dall'antichità la fonte primaria di sostentamento per i residenti. La pesca tarantina, infatti, ha una tradizione antichissima, così come la coltura dei frutti di mare[33]. La Taranto magno-greca fu un importante centro di scambi commerciali soprattutto con la Grecia e l'Asia Minore. Nel Mar Piccolo in particolare, era fiorente l'industria per la lavorazione del bisso e per la produzione della porpora. Solamente dopo il 1860, si svilupparono le attività connesse al porto, come quelle di trasformazione dei prodotti ittici e di commercializzazione degli olii, dei vini e delle ostriche, ma è nella seconda metà del XX secolo, che la città si consolida definitivamente come importante centro industriale e commerciale.

Zona Franca Urbana di Taranto [modifica]

A partire dal 1º gennaio 2008, è stata istituita la Zona Franca Urbana di Taranto[34].

La Zona Franca è un territorio di uno Stato dove le aziende e le imprese che vi operano godono di uno speciale regime fiscale agevolato. Tale status viene concesso ad aree particolarmente disagiate per le quali si cerca di rilanciare l'economia attraverso l'instaurazione di piccole e medie imprese sul territorio.

Essa si estende sui territori dei quartieri "Tamburi - Croce", "Isola Porta Napoli" e "Paolo VI".

Infrastrutture e trasporti [modifica]

Strade [modifica]

Collegamenti della provincia di Taranto
Stazione ferroviaria

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da[35]:

La Strada Statale 7/ter dall'uscita Taranto Porto fino all'incrocio dell'asse del Ponte di Punta Penna e per tutto quest'ultimo fino a Via Cesare Battisti forma la tangenziale Nord-Est di Taranto, che permette di vedere tutta la città ionica, il mar Piccolo con le sue miticolture e la campagna pugliese.

È attualmente in costruzione la tangenziale sud, di cui sono attualmente funzionanti solo alcuni raccordi. La nuova tangenziale partirà da via Cesare Battisti (Solito-Corvisea) ed arriverà fino a viale Kennedy (Talsano) ed è previsto in seguito l'arrivo fino ad Avetrana, dove si congiungerà con la continuazione in costruzione in provincia di Lecce, creando così una sostituta interna dell'attuale strada che corre lungo la litoranea salentina.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Strade provinciali della provincia di Taranto.

Ferrovie [modifica]

I collegamenti ferroviari sono assicurati da Trenitalia mediante le linee Taranto-BariTaranto-Brindisi e Taranto-Crotone, quindi verso tutte le località servite dalle linee adriatica e ionica.
Taranto è inoltre collegata al resto della Puglia grazie alle Ferrovie del Sud Est mediante due stazioni:

  • Taranto Centrale, in comune con Trenitalia;
  • Taranto Galese.

Inoltre a Taranto è presente un Deposito Locomotive di Trenitalia. La denominazione storica di Deposito Locomotive di Taranto è ora sostituita dalla sigla Officina Manutenzione Rotabili (O.M.R.) Taranto ove ha sede anche l'Associazione Treni Storici Puglia (ATSP Onlus) che gestisce un treno storico in convenzione con Trenitalia.

Porti [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Porto di Taranto.

Il porto mercantile e industriale [modifica]

Il porto mercantile di Taranto, secondo in Italia per traffico di merci[36], è localizzato sulla costa settentrionale dell'omonimo golfo. L'installazione più recente è costituita dal terminal container ubicato sul molo polisettoriale, una struttura modernissima completa di sistemi telematici e torre di controllo, con una capacità di stoccaggio e movimentazione merci di circa 2.000.000 di TEU/anno[37].

Il porto turistico [modifica]

Veduta del molo Sant'Eligio

Il porto turistico di Taranto è situato su del Molo Sant'Eligio, nella parte del Borgo Antico prospiciente il Mar Grande.

La struttura prevede 254 posti barca, ed è dotata di pontili fissi e galleggianti, di una banchina e di uno scalo di alaggio, di piazzali di rimessaggio, di parcheggi ed aree verdi attrezzate. Vengono inoltre erogati servizi di ricezione e ristoro, e tutti i servizi connessi con il turismo nautico: attracco attrezzato, riparazione, rifornimento carburanti, informazioni turistiche, nonché attività ricreative, sportive, culturali ed artistiche.

Aeroporti [modifica]

L'Aeroporto di Taranto-Grottaglie "Marcello Arlotta" effettua servizi di linea per il traffico passeggeri con voli charter. Gli altri aeroporti più vicini sono:

Mobilità urbana [modifica]

L'azienda che gestisce il servizio di trasporto pubblico in tutto il territorio comunale è la Società per azioni AMAT. Il trasporto pubblico a Taranto nacque nel 1885, in seguito alla richiesta di istituzione di un servizio che venisse incontro alle esigenze dei lavoratori dell'Arsenale Militare Marittimo di Taranto[38]: molti erano infatti i lavoratori che si trasferivano in città dalla provincia di Lecce e dalla provincia di Brindisiper motivi di lavoro
Dal 2001 l'azienda municipalizzata è stata trasformata in Società per azioni, e dal 2003 è stato istituito il servizio di idrovie, grazie all'utilizzo delle due motonavi "Clodia" e "Adria", acquisite dall'Azienda Consorzio Trasporti Venezia: esse collegano Piazzale Democrate a Capo San Vito, passando dal Mar Piccolo al Mar Grande attraverso il canale navigabile. Durante il periodo estivo raggiungono le Isole Cheradi attraccando al molo dell'Isola di San Paolo[39].

Amministrazione [modifica]

Amministrazioni precedenti [modifica]

Gemellaggi [modifica]

Altre informazioni amministrative [modifica]

Gli scandali e il dissesto finanziario del 2006 [modifica]

Il precedente sindaco Rossana Di Bello (Con Di Bello) si è dimessa dall'incarico 17 febbraio 2006, a seguito ad una condanna ad un anno e quattro mesi (pena sospesa) per abuso d'ufficio e falso ideologiconell'ambito dell'inchiesta sull'affidamento della gestione dell'inceneritore cittadino alla società Termomeccanica[41]. Al suo posto il prefetto ha nominato Tommaso Blonda quale commissario straordinario il quale è rimasto in carica fino alle successive elezioni del 27 e 28 maggio 2007.

Durante il commissariamento, il comune ha dichiarato lo stato di dissesto finanziario. Nel marzo del 2007 Francesco Boccia, capo della commissione di liquidazione, ha accertato che il Comune di Taranto aveva accumulato debiti per 637 milioni di euro, a fronte di entrate disponibili per meno di 60 milioni di euro.[42] Si tratta del più grave dissesto finanziario di un ente locale italiano mai verificatosi, secondo, nel mondo, solo a quello di Seattle[43].

Sport [modifica]

Calcio [modifica]

La società di calcio maschile più rappresentativa è l'A.S. Taranto, attualmente iscritta al campionato di Lega Pro Prima Divisione.

Le prime società di calcio della città furono la U.S. Pro Italia e la Audace Foot Ball Club, fondate rispettivamente nel 1906 e nel 1911. Dalla loro fusione, l'11 luglio 1927, nacque l'Associazione Sportiva Taranto. Tra 1985 ed il 2004, in seguito ad alcuni fallimenti societari, la società cambiò denominazione in Taranto Football Club S.p.A., Associazione Sportiva Taranto 1906, Unione Sportiva Arsenaltaranto, Taranto Calcio S.r.l. ed infine in Taranto Sport Srl.

A partire dalla stagione 1927/28, le diverse società hanno disputato nel complesso 31 campionati in Serie B, 38 in Serie C, 5 in Serie D, più diversi campionati nelle varie leghe regionali istituite prima dellaseconda guerra mondiale.

Taranto è la più grande città d'Italia a non aver mai avuto una squadra che disputasse la Serie A.

Pallacanestro [modifica]

La società di pallacanestro femminile più rappresentativa è la Taranto Cras Basket, attualmente iscitta al campionato di Serie A1.

La polisportiva CRAS (acronimo di Centro Ricreativo Attività Sportive), fu fondata nel 1961 affinché le studentesse che si erano distinte nei campionati scolastici, potessero partecipare a varie discipline anche nel settore federale. Nel giro di pochi anni cominciò a distinguersi soprattutto nel basket a livello nazionale. Sul finire degli anni novanta la denominazione cambiò definitivamente in Taranto Cras Basket.

Nella stagione 2001/02, la società disputò per la pima volta il campionato di Serie A1 femminile, giungendo fino alla semifinale Scudetto, ma fu nella stagione 2002/03 che conquistò Scudetto e Coppa Italia nel giro di un mese, nonché la Supercoppa italiana. Nella stagione 2008/09, conquista il secondo Scudetto battendo in Finale l'Umana Venezia, con risultato finale di 52-56 nella quarta partita, chiudendo la serie 3 a 1. Al termine della stagione arriva a disputare la finale di Euro Cup contro la squadra turca del Galatasaray, perdendola. Il 3 ottobre 2009 bissa il successo in Supercoppa italiana contro il Club Atletico Faenza. Conquista nuovamente lo scudetto nella stagione 2009/10. Nella stagione 2010/2011 si aggiudica la sua terza supercoppa italiana. Nella stagione 2011/2012 vince la Coppa Italia (seconda) e lo Scudetto (quarto).

Pallacanestro in carrozzina [modifica]

La società di pallacanestro in carrozzina maschile più rappresentativa è stata la Dream Team Taranto, scioltasi definitivamente nel corso del campionato 2010/11.

La Dream Team onlus Taranto venne fondata nel 2002 per iniziativa di un gruppo di amici disabili e non, amanti in modo particolare del gioco del basket, con lo scopo prioritario di ottenere attraverso l'attività sportiva una piena integrazione tra i normodotati ed i portatori di handicap.

Nella stagione della fondazione, la squadra venne promossa in Serie A2, e nella stagione 2007/08 conquistò Scudetto e Coppa Italia.

Il 21 dicembre 2008 va ad aggiungersi al palmarès la prima Supercoppa italiana. Nella stagione 2009/10 retrocede in A2, ma nella stagione 2010/11 partecipa al campionato di A1 grazie al ripescaggio. Nel corso dello stesso, per mancanza di risorse finanziarie, la squadra viene ritirata dal presidente Vito Mastroleo, concludendo così in modo inglorioso la storia del club.

Società sportive ed atleti [modifica]

Società sportive ed atleti
Disciplina Società Atleti
Calcio AS Taranto Calcio  
International Taranto  
Calcio a 5 Futsal Taranto  
Canoa polo LNI Taranto Canoa  
AS Taranto Canoa  
Football americano AS Delfini Taranto  
AS Spartans Taranto  
Hockey Nubile Bears Taranto  
Pallacanestro Taranto Cras Basket  
Libertas Basket Taranto  
Cus Jonico Taranto  
A.S.Taras Basket  
Virtus Taranto Paolo De Bellis
ASD For Ever Taranto Gabriele Salinari
Pallacanestro in carrozzina Dream Team Taranto  
Taranto Basket 93  
Pallanuoto Rari Nantes Taranto 1996  
Meridiana Taranto  
Pallavolo Volley Palafiom Taranto Rebecca Cerrone.
Rugby Amatori Rugby Taranto 1975  
967 Taranto Rugby  
Scherma Club Scherma Taranto  
Tennis   Roberta Vinci
Tennis da tavolo CTT Taranto Pasquale Catapano
Antonio Marossi
Tiro con l'arco ASD Arcieri dello Jonio  
Vela Taranto Vela a.s.d.c.t.  

Impianti sportivi [modifica]

Stadi [modifica]

Esterno dello Stadio "Erasmo Iacovone"

Lo Stadio "Erasmo Iacovone", ex Stadio "Salinella" dal nome del quartiere cittadino nel quale è situato, è il maggiore stadio di calcio della città. Fu inaugurato l'8 dicembre1965 e prese il posto del vecchio Stadio "Valentino Mazzola". Fu costruito in 100 giorni, utilizzando 130 km di tubi Innocenti e 900 m³ di gradoni di legno. In muratura erano soltanto gli spogliatoi e i servizi igienici. La capienza collaudata fu per 22.610 spettatori, mentre quella massima fu di circa 25.000. Nel 1978, lo stadio venne intitolato alla memoria del centravanti Erasmo Iacovone, morto in un incidente stradale il 6 febbraio dello stesso anno. Nel 1985, la nuova normativa in materia di sicurezza rese di fatto la struttura inagibile. Lo stadio venne allora sottoposto ad un cambiamento profondo: i tubi Innocenti ed i gradoni in legno furono sostituiti da 2.500 m³ di calcestruzzo e da 1000 quintali di acciaio[44]. Al termine dei lavori, appaltati e realizzati in diverse fasi nel corso degli anni successivi, la capienza risulterà pari a 27.584 spettatori.

Palazzi dello Sport [modifica]

Ippodromi [modifica]

  • Ippodromo Paolo VI

Circoli velici [modifica]

  • Lega Navale Italiana;
  • Sezione Velica Marina Militare;
  • Circolo della Vela di Taranto;
  • Circolo velico Onda Buena;
  • Compagnia della Vela;
  • Centro Velico Alto Jonio;
  • Taranto Vela;

Piscine [modifica]

  • Piscina comunale "Mediterraneo Village"
  • Acropolis
  • Blue Gym
  • Poseidon
  • Bellevue
  • Tursport
  • Meridiana

Eventi sportivi [modifica]

  • Taranto è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:
  • 2004 (10 luglio) - 10ª tappa, vinta dal Team Milazzo;
  • 2005 (5 luglio) - 8ª tappa, vinta dal Team Friuli-Venezia Giulia;

Curiosità [modifica]

  • Nell'inverno del 1877, fu catturata nel Golfo di Taranto la prima balena, per quanto si sapesse all'epoca, comparsa nel mar Mediterraneo[46].
  • Il quotidiano di Taranto è il Corriere del Giorno, fondato nel 1947.
  • La Voce del Popolo del 7 settembre 1941, pubblicò un articolo sulla natalità nel quale si annoverava la città tra quelle più prolifiche. Veniva a tal proposito ricordata Addolorata Sangermano in Boccuni, che aveva dato alla luce il suo diciassettesimo figlio. Qualche anno prima, nel 1937, Taranto era balzata agli onori della cronaca grazie al parto plurimo di quattro gemelli di Maria Nardelli in Cardellicchio[47].
  • Taranto è stata per molti anni campo di allenamento dell'ammiraglio Agostino Straulino. Qui riuscì nell'impresa di uscire a vele spiegate dal porto di Taranto attraverso il canale navigabile con la nave scuolaAmerigo Vespucci[48].
  • Esiste un detto locale: "Tre sono le città più belle del mondo: Budapèst, Bucarèst e Tarde nuèstre".
  • La Birra Raffo è per antonomasia "la birra dei tarantini"[49], ma dal 1961 è prodotta dal gruppo Peroni nello stabilimento di Bari.
  • Il 29 maggio 2010 la città di Taranto alla presenza del sindaco di Taranto Ippazio Stefàno e delle massime cariche istituzionali riceve in dono, a nome dello Sport, da Elio Dalto fondatore dei Giochi della Magna Grecia Olimpica, una statua di 245 cm raffigurante il Discobolo di Mirone. La statua è deposta presso il PalaMazzola.

Galleria fotografica [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ Censimento 2012
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, pp. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
  3. ^ Orazio - Carmina - Liber II - 6
  4. ^ Dati censimento 2012
  5. ^ Comuni pugliesi per popolazione. URL consultato in data 01-03-2011.
  6. ^ Convenzione costitutiva area vasta tarantinaURL consultato in data 07-05-2009.
  7. ^ «Salute-lavoro, baratto assurdo. L'amara lezione di Taranto»La Repubblica, 10 01 2011. URL consultato in data 24-01-2011.
  8. ^ Parenzan, Pietro (1972). L'anello di san Cataldo nel Mar Grande di Taranto. Thalassia Salentinavol. 6: pp. 3-24. URL consultato in data 07-05-2009.
  9. ^ Medie mensili elaborate in base alle rilevazioni del trentennio 1961-1990. URL consultato in data 02-09-2009.
  10. ^ Wikimedia - Antica moneta raffigurante Taras a cavallo di un delfino (510-500 a.C.)
  11. ^ Comuni italiani
  12. ^ Giovan Battista Pellegrini, cap. 2 in Toponomastica italiana: 10000 nomi di città, paesi, frazioni, regioni, contrade, fiumi, monti spiegati nella loro origine e storia, Hoepli, 1990, p. 78. URL consultato il 07-05-2009.
  13. ^ Strabone, Geografia, VI, 3, 4, traduzione di Nicola Biffi in L'Italia di Strabone, 1988
  14. ^ B. Ligorio, Sapere e Denaro da Shabbatai Donnolo a Federico II, Taranto 2010,ISBN 978-88-96711-07-1, p.33
  15. ^ Araldica civica. URL consultato in data 07-05-2009.
  16. ^ Giovan Giovine, Frontespizio in De antiquitate et varia tarentinorum fortuna, 1589.
  17. ^ Antonio De Pascali, Gli stemmi raccontano in Antonio Maglio (a cura di), La Provincia di Taranto, Lecce, 1993, pp. 12-13.
  18. ^ Museo Nazionale Archeologico di Taranto, i siti e le aree archeologiche. URL consultato in data 07-05-2009.
  19. ^ Cittadini stranieri residenti secondo Demo Istat al 31-12-2007. URL consultato in data 22-04-2009.
  20. ^ «A 13 anni ha il tumore da fumo: "È la diossina"»Corriere della Sera, 21 10 2008. URL consultato in data 07-05-2009.
  21. ^ Tumori e inquinamento ecco i dati record di Taranto. URL consultato in data 07-05-2009.
  22. ^ «La Puglia dei veleni»L'Espresso, 30 3 2007. URL consultato in data 07-05-2009..
  23. ^ Taranto Futura: ecco le ragioni alla base del refererendum. URL consultato in data 20-11-2009.
  24. ^ «Regione, sì alla legge antidiossina: "Così Taranto sarà meno inquinata"»La Repubblica, 17 12 2008. URL consultato in data 07-05-2009.
  25. ^ «Diossina: Accordo Ilva Taranto, tutela ambiente e lavoro»ANSA, 19 2 2009. URL consultato in data 07-05-2009.
  26. ^ Taranto olimpica. L'ideologia dell'agonismo in età greca. URL consultato in data 04-05-2009.
  27. ^ Comune di Taranto - Biblioteca Pietro Acclavio. URL consultato in data 30-04-2009.
  28. ^ Università: per le tre facoltà ora c'è anche il decreto del rettore Girone. URL consultato in data 30-04-2009.
  29. ^ «Così Taranto riscopre gli ori della Magna Grecia»La Repubblica, 21 12 2007. URL consultato in data 30-04-2009.
  30. ^ Scheda sul film a cura di Apulia film commission.
  31. ^ Patrizia De Luca, Il Centro Storico di Taranto: l'Isola, Taranto, Scorpione, 2004, pp. 222-223.
  32. ^ Dati aggiornati al 9 aprile 2009
  33. ^ Patrizia De Luca, Il Centro Storico di Taranto: l'Isola, Taranto, Scorpione, 2004, p. 127.
  34. ^ Zona Franca Urbana di Taranto. URL consultato in data 11-07-2009.
  35. ^ Collegamenti stradali della provincia di Taranto. URL consultato in data 07-05-2009.
  36. ^ «Porti, Taranto sorpassa Trieste»L'Espresso, 1 2 2007. URL consultato in data 29-04-2009.
  37. ^ (ENTaranto Container Terminal - Investing for the Future. URL consultato in data 29-04-2009.
  38. ^ Storia della mobilità nell'area di Taranto. URL consultato in data 29-04-2009.
  39. ^ Le motonavi del servizio idrovie. URL consultato in data 29-04-2009.
  40. ^ Rieletta nel 2005.<
  41. ^ «Dopo condanna, sindaco Taranto si dimette»La Gazzetta del Mezzogiorno, 25 2 2006. URL consultato in data 30-04-2009.
  42. ^ «Dichiarato dissesto finanziario del Comune di Taranto»La Gazzetta del Mezzogiorno, 18 10 2006. URL consultato in data 30-04-2009.
  43. ^ «Deficit di Taranto, il peggiore della storia»La Gazzetta del Mezzogiorno, 9 3 2007.
  44. ^ Sandro e Gianni Dibattista, Mai dire Taranto - Gli ultimi dodici anni del calcio jonico, Roma, Aldo Primerano Tipografica, 1991.
  45. ^ Organizing Committee of the Games of the XVII Olympiad, The Games of the XVII Olympiad - Rome 1960 - The Official Report - Vol. 1 (PDF) (in en), Roma [1960], p. 215. URL consultato il 08-04-2007.
  46. ^ Francesco Gasco, Intorno alla balena presa in Taranto nel febbrajo 1877: memoria, Tipografia dell'Accademia Reale delle scienze, 1878.
  47. ^ Le donne di Taranto. URL consultato in data 29-04-2009.
  48. ^ Ressmann, Claudio (2004). I novant'anni di Agostino Straulino - Una vita per il mare e la vela. Rivista marittima: p. 79.
  49. ^ Sito promozionale della birra Raffo. URL consultato in data 29-04-2009.

Bibliografia [modifica]

  • Ettore M. De Juliis - D. Loiacono, Taranto. Il Museo Archeologico, Mandese Editore, Taranto, 1988
  • Quintino Quagliati, Il Museo Nazionale di Taranto, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma, 1932
  • Pietro Parenzan, L'anello di san Cataldo nel Mar Grande di Taranto, da Thalassia Salentina vol. 6 pp. 3-24, Galatina, 1972
  • Ettore M. De Juliis, Gli Ori di Taranto in Età Ellenistica, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1984
  • Nino Aurora, "Conversazioni con Walter Tobagi. Industria e società a Taranto", Lacaita Editore, Manduria-Roma, 1987.
  • Giacinto Peluso, Storia di Taranto, Scorpione Editrice, Taranto, 1991
  • Giuseppe Mazzarino, Taranto, la sua vera storia, Ink Line, Taranto, 1999
  • Nicola Caputo, Taranto com'era, Edizioni Cressati, Taranto, 2001
  • Patrizia De Luca, Il Centro Storico di Taranto: l'Isola, Scorpione Editrice, Taranto, 2004
  • Francesco Carrino - Piero Massafra, Il Centro Storico di Taranto: il Borgo, Scorpione Editrice, Taranto, 2004
  • Rocco Tancredi, Il porto di Taranto tra vecchie e nuove sfide, Scorpione editrice, Taranto, 2004
  • Nicola Cippone, Taranto, il Borgo prima del Borgo, Edizioni Archita, Taranto, 2006
  • Bellacicco - Chirico - De Vitis - Ferilli - Mastronuzzi, Il mistero della Marchesa. Riscoperta di Palazzo de Beaumont Bonelli fra storia ed esoterismo, Centro Culturale Filonide, Taranto, 2008
13 voci totali 1  2 


Introduzione Flash
Home
Immagini
Video e Stream
Negozio Ebay
Link preferiti
il canale di gobbo1981
Tutto TARANTO
Giochi
Notizie e Rassegna Stampa
GobbAdvisor
IMMAGINEFOTOSTUDIO DI SCIALPI ROSA
THE HUNCHBACK BEER